E’ stato condannato a 8 mesi con pena sospesa il ragazzo di 21 anni, U.L.R., che nella mattinata di lunedì 16 novembre ha aggredito e preso a pugni e morsi un carabiniere libero dal servizio che lo invitava a indossare la mascherina all’interno di un treno della Cumana, all’altezza della fermata Edenlandia, nel quartiere Fuorigrotta a Napoli.

Il giovane, incensurato, è stato processato per direttissima in mattina ed è attualmente libero. Non ha ricevuto neanche la sanzione (di circa 280 euro, ndr) per essere stato sorpreso all’interno di un mezzo pubblico senza il dispositivo di protezione individuale.

Secondo la ricostruzione del militare, che si è poi qualificato, e degli altri passeggeri presenti nel treno, il giovane continuava a rifiutare di indossare la mascherina prima di aggredire il carabiniere che si stava recando alla caserma Pastrengo, sede del comando Provinciale di Napoli, per prendere servizio.

Quest’ultimo è stato trasportato da un’ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli dove i medici gli hanno riscontrato la frattura del setto nasale, una scheggiatura dell’incisivo centrale superiore destro, una contusione alla spalla e braccio destro e una lesione al dito indice della mano destra, medicata con tre punti di sutura dopo il morso subito dal 21enne che tentava di liberarsi e guadagnare la fuga.

E’ ricoverato in attesa di un intervento chirurgico al setto nasale che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.

L’EPISODIO DI PROCIDA: “COSì LO PRENDI ANCHE TU” – Altro episodio sconcertate si è verificato sull’isola di Procida dove un 26enne è stato denunciato per minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento ed interruzione di pubblico servizio. L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, si trovava nei giorni scorsi presso il Presidio Ospedaliero dell’isola per sottoporsi al tampone molecolare di controllo, poiché in precedenza era già risultato positivo al Covid-19. Nell’attesa ha iniziato ad inveire e minacciare il personale sanitario ed ha danneggiato con calci e pugni due ambulanze parcheggiate nei pressi del “drive-in”.

Sono arrivati i Carabinieri – allertati dal 112 che era stato chiamato dagli infermieri – e alla loro vista il giovane non si è placato. Anzi, ha iniziato a minacciare anche i militari. Il 26enne si è avvicinato – faccia a faccia – al Comandante della Stazione e gli ha parlato abbassandosi la mascherina di scatto. “Così te lo sei preso anche tu”, queste le sue parole. Fortunatamente il 26enne è risultato negativo al tampone che aveva appena fatto e il Comandante della Stazione – che per precauzione si era sottoposto all’isolamento fiduciario – ha ripreso servizio regolarmente.

UNARMA: “RIVEDERE CONTRATTO DI LAVORO SCADUTO NEL 2018” – “Quanto è accaduto è l’ennesimo episodio di violenza ai danni di personale in divisa” si legge in una nota dell’associazione sindacale carabinieri Unarma a firma del segretario generale regionale Emilio Taiani e del segretario provinciale di Napoli Vincenzo Pio Follo. “Ancora una volta le forze dell’ordine diventano il bersaglio più appetibile per i facinorosi che intendono ribellarsi alle drastiche e sacrosante misure “anticovid” – prosegue la nota -. “Ricordiamo infatti neanche 15 giorni fa la guerriglia urbana avvenuta all’interno del capoluogo partenopeo quale forma brutale di portesta contro il coprifuoco voluto dal presidente della Regione Campania”.

“Tali episodi – come dichiarato in precedenza dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – “sono inaccettabili e da condannare con la massima fermezza. Ed è proprio al sig. Ministro dell’Interno e all’intero Governo che questa associazione sindacale si rivolge per rappresentare il disagio di una classe di lavoratori estenuata dai continui episodi di violenza e beffata da un contratto di lavoro scaduto il 31 dicembre 2018”.

“Vi è l’urgenza – conclude Unarma – di avviare un vero confronto sul rinnovo contrattuale e di comprendere finalmente che il lavoratore che indossa una divisa, non può essere trattato alla stregua di chi non la indossa, non solo a causa della mansioni che svolge, ma anche e soprattutto perché, come abbiamo visto, il carabiniere svolge il suo lavoro anche fuori dal servizio e al costo di sacrificare la sua vita”.