Giustizia
Nessun danno erariale nei grattacieli, ora Milano si liberi dalle catene
Nessuna colpa grave e nessun risarcimento dovuto. La Corte dei Conti della Lombardia ha assolto tre funzionari dell’Urbanistica del Comune di Milano nel procedimento per danno erariale legato agli oneri di urbanizzazione delle Park Towers di via Crescenzago, uno dei filoni che negli ultimi anni hanno alimentato il dibattito sull’interpretazione delle norme edilizie. I giudici contabili, nel provvedimento depositato ieri, hanno rigettato la domanda della Procura regionale nei confronti dei dirigenti Carla Barone e Maurizio De Luca e del tecnico Francesco Rosata, escludendo la sussistenza della colpa grave necessaria per affermare la responsabilità amministrativa.
L’azione della Procura della Corte dei Conti prendeva le mosse dalla qualificazione urbanistica dell’intervento edilizio. Secondo l’accusa, l’operazione sarebbe stata erroneamente classificata come ristrutturazione edilizia anziché come nuova costruzione, con la conseguenza che il Comune avrebbe incassato oneri di urbanizzazione inferiori al dovuto. Il presunto danno erariale era stato inizialmente quantificato in oltre 321mila euro e successivamente ridotto a meno della metà. La Corte ha però ritenuto che non vi fossero gli estremi per contestare ai funzionari una condotta gravemente colposa. Nelle motivazioni viene richiamata peraltro anche la nuova disciplina sulla responsabilità amministrativa.
La sentenza rappresenta un nuovo tassello nel complesso contenzioso che negli ultimi anni ha investito il settore urbanistico milanese con numerose iniziative giudiziarie. Sul piano politico, la sentenza è stata immediatamente utilizzata per rilanciare la richiesta di un intervento legislativo destinato a risolvere le criticità che gravano sul mercato immobiliare milanese. Tra le voci più nette quella del senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, che ha collegato la decisione della Corte dei Conti alla più ampia questione dello stallo urbanistico che interessa il capoluogo lombardo. Intervenendo sempre ieri in Senato durante il dibattito sul decreto Casa, Scalfarotto ha ricordato come Milano sia bloccata da anni sul fronte immobiliare. Una paralisi che produce conseguenze dirette su famiglie, imprese e lavoratori. “A Milano ci sono famiglie che non hanno mai ricevuto la loro casa, cantieri sequestrati, attività economiche paralizzate e posti di lavoro a rischio”, ha affermato Scalfarotto, ricordando che gli sviluppi giudiziari degli ultimi mesi dimostrano la necessità di una soluzione politica e normativa. Secondo il senatore, il decreto Casa, ora in stallo, rappresentava l’occasione per affrontare direttamente il caso Milano e fornire risposte ai cittadini coinvolti nelle vicende urbanistiche degli ultimi anni. Un’occasione che il governo ha però lasciato cadere. “Questo decreto era l’occasione giusta per intervenire su Milano”, ha dichiarato Scalfarotto, evidenziando al contempo l’atteggiamento della maggioranza. “La destra non vuole togliere le castagne dal fuoco al sindaco Beppe Sala? Se avesse a cuore Milano non farebbe questi calcoli”.
La decisione della Corte dei Conti sulle Park Towers non esaurisce il confronto sulla stagione delle inchieste urbanistiche milanesi. Per i sostenitori di una riforma, la pronuncia di ieri rafforza la richiesta di regole più chiare e di una cornice normativa capace di ridurre il contenzioso. Un tema che riguarda non soltanto gli amministratori e i tecnici coinvolti nei procedimenti, ma soprattutto i tanti cittadini che attendono risposte e la ripartenza di progetti rimasti bloccati da anni.
© Riproduzione riservata






