Esteri
Cosa c’entra Putin con Vannacci e la spaccatura del centrodestra
Putin è stato il primo fra i leader mondiali a capire l’importanza dell’uso politico di internet. Di qui la guerra ibrida che comprende una gamma assai vasta di strumenti che vanno dall’assassinio di giornalisti e di oppositori, alla guerra tradizionale quando si reputa che essa su tradurrà in un blitz (ipotesi pienamente verificatasi in Corea ma invece del tutto smentita in Ucraina con le conseguenze disastrose in atto), fino alla manipolazione per via mediatica e partitica dell’opinione pubblica: su questo terreno la Russia di Putin ha dato il meglio di sé stessa nel sostegno ai referendum secessionisti dei catalani e con il capolavoro avvenuto in Inghilterra in seguito al sostegno dato a Farage, riempito di soldi e di mezzi mediatici, che prese alla sprovvista tutti i leader e partiti tradizionali a partire da Cameron che aveva convocato il referendum per farlo bocciare. La Brexit stata un successo straordinario per chi in un colpo solo ha destabilizzato l’Inghilterra e inferto un colpo durissimo alla Unione Europea.
In questa rassegna del ricorso agli strumenti straordinari della guerra ibrida mettiamo anche gli improvvisi blocchi agli aeroporti, verificatisi qualche tempo fa in Inghilterra e all’improvviso blocco del sistema ferroviario verificatosi proprio qualche giorno fa in un Paese considerato esemplare dal punto di vista della efficienza come è la Germania. Solo degli sprovveduti possono pensare che l’Italia sia al riparo da questo tipo di colpi che possono riguardare il ricorso a strumenti assai tradizionali intrecciato con altri del tutto innovativi. Allora, in questo quadro a nostro avviso va considerato anche il caso Vannacci. Vannacci ha chiaramente un rapporto privilegiato con la Russia di Putin. Nel passato, con l’Urss, sono stati molteplici (spesso ben conosciuti dalla Farnesina e dai servizi) i casi di ambasciatori e ancor di più di addetti militari entrati nell’area di influenza sovietica. Nel caso di Vannacci ci troviamo di fronte ad un salto di qualità, cioè di un soggetto che ritorna nel Paese di origine e che viene costruito in modo geniale (vedi il libro senza casa editrice “Il mondo al contrario” lanciato originariamente dal generale con effetti mediatici incredibili): ci siamo trovati davanti alla costruzione di un anomalo soggetto politico alle origini cavalcato dalla Lega nella illusione di poterne utilizzare l’impatto.
Adesso le cose sono state del tutto rovesciate: Vannacci si è messo in proprio e addirittura costituisce per la Lega un enorme problema. Ma a questo punto subentra quello che allo stato riteniamo essere una ipotesi di lavoro tutta da verificare, ma che solo gente sorda e cieca può escludere a priori. L’Italia è sempre stata sottoposta, prima dall’URSS e poi dalla Russia ad una straordinaria attenzione. È possibile, non certo, che Putin sia arrivato ad una conclusione: Giorgia Meloni come premier e come leader di Fratelli d’Italia, Antonio Tajani come ministro degli Esteri, e leader a mezzadria di Forza Italia, Crosetto come ministro della Difesa e autorevole esponente di Fratelli d’Italia hanno un punto fermo: il sostegno in tutti i modi alla Ucraina e la qualificazione del governo italiano sul terreno dell’occidentalismo, dell’europeismo e della identità nazionale.
Partendo da questo, è possibile che Putin sia arrivato alla conclusione che per lui il campo largo può costituire un riferimento governativo assai più comodo visto l’evidente filo putinismo di Conte, l’anti americanismo e la conseguente ostilità alla Ucraina di Bonelli e Fratoianni, l’ambiguità su questo tema di almeno metà del PD con i grandi vecchi come Bettini e come D’Alema che non mascherano oggi il fatto che il loro punto di riferimento è la Cina. Di conseguenza è possibile che la pedina Vannacci sia stata mossa in rottura con la Lega e con il centrodestra per la presentazione di una lista del tutto autonoma capace di sottrarre al centrodestra un decisivo 4-5%. Non parliamo poi se a Vannacci si aggiunge Alemanno che può attirare il consenso di quella parte estrema del mondo missino che è sempre stata anche anti americana. Tralasciamo le possibili implicazioni derivanti dallo scontro verificatosi in questi giorni fra Trump e la Meloni e dai rapporti finora emersi in modo imbarazzante fra lo stesso Trump e Putin. Ci fermiamo qui. Ma a chi pensa che ci siamo inoltrati in un percorso assai aleatorio, facciamo presente che stiamo vivendo nell’epoca della imprevedibilità.
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