Scivolone che gli può ritorcersi contro
Generale Vannacci, dietro la collina c’è la monarchia? Il bastian contrario che sta rilanciando il campo largo
Dopo aver annunciato la sua assenza alle celebrazioni per la festa della Repubblica Vannacci prova a metterci una toppa e festeggia il 2 giugno al Parlamento Europeo con FdI, Roberta Metsola e i Bersaglieri
Il generale Roberto Vannacci diserta le cerimonie per la festa della Repubblica, tenutesi ieri lungo tutto lo Stivale e si giustifica con un «sto a Bruxelles a lavorare, qui il 2 giugno non si festeggia». Se il Belgio fosse un Paese soleggiato questa boutade si potrebbe giustificare con un colpo di sole, ma lassù fa fresco.
Dunque, Generale, ci dica perché porta avanti la politica del bastian contrario. Non so se si renda conto, ma sta cominciando ad avere un seguito e il suo voto potrebbe confermare un centrodestra di governo o ribaltarlo – dando pieno sfogo alle larghissime intese e a un larghissimo campo. Vuole regalare la guida del Paese al centrosinistra? Non credo. E allora perché non festeggiare il giorno in cui è nata la Repubblica Italiana? É forse monarchico; in quel caso, lo dica, credo che la Real Casa potrebbe provare qualche simpatia nei suoi confronti. Ma tornando alla sua fumosa strategia: è consapevole che potrebbe portare più di qualche suo adepto in Parlamento – un gruppo di Futuro Nazionale alla Camera dei Deputati già c’è – e che i cittadini italiani potrebbero darle fiducia (c’è chi dice il 5 per cento, chi meno, si vedrà).
Pertanto, la domanda sorge spontanea: perché non investire nella crescita del sentimento patriottico e festeggiare il giorno della Repubblica? I suoi valori si racchiudono nell’acronimo «V.I.T.A.L.E.»; non è forse vitale per un popolo festeggiare il giorno in cui è stata proclamata la Res Publica? Si guardi attorno, ora che sta in Europa. Cito testualmente un valore, che proviene dal suo manifesto: «L’identità non è un accessorio: è ciò che ci tiene in piedi. L’Italia è storia, lingua, cultura, memoria, territori. È appartenenza e continuità».
Davvero molto toccante, Generale, ma non essere presente, ieri, alle celebrazioni per gli ottant’anni della nostra Nazione, è stata una caduta di stile, proprio da lei che ha indossato la divisa e giurato sul Tricolore. Osservando da vicino la sua ascesa a un Ministero – a meno che il cdx non si compatti e la escluda con ogni mezzo, anche anticipando il voto – le premesse non sono delle migliori, lei parla di identità e poi diserta il 2 giugno, chiama in causa le tradizioni e non presenzia alla deposizione della corona al Milite Ignoto, usa la parola virtù e non rispetta le istituzioni; chiama in causa l’amore e si serve di scuse discutibili per non festeggiare la Repubblica, lasciando intendere altro. Stia attento che la sua ascesa non duri «come un gatto in tangenziale», i 5Stelle, su questo, hanno aperto la strada.
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