Europa
Le regole del bipolarismo spingono il centrodestra nelle braccia di Vannacci. Bruxelles e Roma al bivio di Kiev
Più le elezioni si avvicinano, più la logica implacabile del bipolarismo impone le sue regole. Logica e regole confermate dal “Melonellum”, ancorché in corso di incessante revisione. Lasciamo stare la discutibile richiesta di Palazzo Chigi a Bruxelles di scorporare la spesa per l’energia dal patto di stabilità, pena la minaccia di non rispettare gli impegni d’investimento nella Difesa. Una mossa con cui Giorgia Meloni ha liquidato sia la narrazione sul governo dei conti in ordine sia quella sulla fermezza della sua politica internazionale, sperperando in un colpo solo il patrimonio di credibilità conquistato in Europa.
La verità e che la logica e le regole del bipolarismo stanno spingendo il centrodestra nelle braccia del generale Vannacci. Non da oggi i servizi di intelligence occidentali stavano lanciando l’allarme sul rischio che Vladimir Putin decidesse di “saggiare” la realtà dell’articolo 5 della Nato con un attacco diretto a un paese europeo dell’Alleanza. Ebbene, due droni russi colpiscono obiettivi civili in Romania, e due giorni dopo arriva la risposta del governo per bocca di Guido Crosetto: “Se l’Ucraina entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo gravissima per molti Paesi Ue”.
Kyiv è europea quando combatte per la sicurezza del continente, ma è troppo ingombrante quando chiede di far parte di una casa comune. Questo furbo realismo politico non può che rafforzare la convinzione di Putin che il tempo gioca a suo favore. Diciamoci le cose come stanno. Le attuali élite politiche -quelle italiane incluse- sono più preoccupate dei contraccolpi elettorali immediati che del futuro dell’Europa. Ma se l’Europa vuole sul serio diventare un attore di primo piano sulla scena internazionale, deve accettare il costo delle proprie scelte. Se l’Ucraina è parte della sicurezza europea, allora deve essere considerata anche parte del destino politico europeo.
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