È la marcetta su Roma, una sorta di “Vannacci Pride” di inizio estate. L’esibizione muscolare comincerà oggi nella Capitale, all’Auditorium della Conciliazione, quando prenderà il via l’assemblea costituente di Futuro Nazionale (i lavori termineranno domani alle 12:30). Numeri da tutto esaurito: 1.700 persone in sala, lavori rigorosamente a porte chiuse. Tutti i leader di partito sono stati invitati da giorni, ma al momento – fanno sapere – nessuno ha risposto.

L’ex Generale ha obiettivi stringenti: assediare il centrodestra e portarlo sulle sue posizioni. L’inizio è stato folgorante: 8 deputati a Montecitorio (“sarebbero molti di più, ma abbiamo messo un freno”, dicono dallo staff), 100 mila tesserati in tre mesi, una campagna acquisti che in provincia si abbatte rovinosamente su Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. L’incoronazione televisiva è venuta ancora una volta da La7: Roberto Vannacci contro il “bon ton” di Lilli Gruber e Lina Palmerini. Quello che Salvatore Merlo, sul Foglio, ha definito “Effetto Gruber”. In pratica, un gol a porta vuota. Il nuovo “barbaro” ha superato la prova del “fuoco”: il talk sfiora il 10% di audience. Sarà anche per questo che l’allarme ha iniziato a mobilitare Palazzo Chigi. Tanto che la premier ha deciso di prendere il toro per le corna e di iniziare a massaggiarlo. È successo giovedì a Montecitorio: “Per 6 volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte e Renzi”. Altro fiele: “Votare contro la fiducia significa votare per mandare a casa il governo. E fare quello che serve alla sinistra non è mai difendere l’interesse nazionale”.

Fatto sta che ormai il “nemico” è alle porte, e nei partiti di maggioranza infuria il dibattito: prenderlo in casa o lasciarlo in attesa per ridurlo a più miti consigli? Per la Lega risponde il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon: “Il muro lo ha messo lui. Il centrodestra esiste dal 1996 e chi vuole fare consenso da fuori non può pensare di entrare dalla porta di servizio”. Più netta Forza Italia, soprattutto dall’area che guarda a Marina Berlusconi. Spiega la vice responsabile Esteri, Isabella De Monte: “I suoi cavalli di battaglia sono incompatibili con i nostri. Non possono essere accolti nel centrodestra”. La linea della premier è ripresa dal responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli: “Se continuano a votare come la Schlein, la Boldrini e Ricciardi, mi sembra evidente la scelta che hanno fatto”.

L’arma potrebbe essere una rilettura di destra del voto utile: chi sceglie la “destra autentica” aiuta il “nemico”. Il braccio di ferro è all’inizio e promette di andare avanti fino ai prossimi mesi. Più alti saranno i sondaggi attribuiti alla creatura battezzata da Vannacci, maggiori saranno i problemi delle forze politiche di governo. L’epicentro, naturalmente, è la Lega, il partito di cui l’eurodeputato fino a qualche mese fa è stato vice segretario e proconsole in Toscana (con risultati disastrosi). Il campo largo oscilla come un pendolo, tra l’indignazione e il compiacimento. Di questa seconda scuola è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi:Perché lo rincorrono? Il Generale sta mostrando che sulla sicurezza Meloni ha fallito”. Infine l’utilità: “Vedo una frattura a destra decisiva per far perdere le elezioni”. Quindi: “O capitano, mio capitano!”.

Il capogruppo di Avs in Senato, Peppe De Cristofaro, ricorre invece a un classico: “Tutto quello che sposta a destra il quadro politico e che sdogana alcune parole indicibili non è funzionale alla sinistra”. Vade retro. Dal Pd si esercita il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale:Mi dite una cosa che sta dicendo e che Giorgia Meloni e Matteo Salvini non abbiano già detto?”. Insomma, trova le differenze. Scommette sul ritorno del figliol prodigo il vicepresidente del M5S, Stefano Patuanelli:Il centrodestra che ha come obiettivo stare al governo troverà il modo di inglobare Vannacci e restarci”.

Dal fortino di Futuro Nazionale risponde un “tiratore” scelto, Edoardo Ziello:La premier vuole costruire lo stesso cordone sanitario che il suo amico Merz ha fatto nei confronti di Afd in Germania, peraltro senza riuscirci”. Poi il colpo di precisione: “Non siamo noi che indeboliamo la maggioranza, ma chi governa non mantenendo le promesse fatte. È così che vince la sinistra. Vannacci è una speranza per la destra, che a lei o ai suoi servi sciocchi che scrivono sciocchezze piaccia o meno”. Il finale sarà da thriller: “Generale, dietro la collina ci sta la notte buia e assassina”.