Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia. Sono queste le tappe del viaggio che vedrà impegnato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, da oggi fino all’8 luglio. E per Pechino, non è un viaggio di secondaria importanza. Nell’agenda cinese, l’Europa settentrionale ha un valore rilevante. Dal commercio alla tecnologia, dall’inserimento nelle zone artiche e subartiche fino al rapporto con l’Unione europea, la Nato e il tema delle relazioni tra Russia e Vecchio Continente, la Repubblica popolare vede nei Paesi scandinavi degli interlocutori particolarmente importanti. Elementi di uno schema estremamente vasto che conferma come Xi Jinping abbia deciso di dare una nuova linfa alla propria diplomazia. A maggior ragione in una fase in cui i rapporti tra Europa e America appaiono profondamente instabili, mentre quelli tra Mosca e le cancellerie europee sono di fatto assenti dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Prima della partenza di Wang, è stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Guo Jiakun, a spiegare l’importanza della visita ricordando il “profondo patrimonio storico di amicizia” tra la Cina e questi quattro Paesi. Guo ha sottolineato il peso che Pechino e i governi dell’Europa settentrionale danno al multilateralismo e al libero commercio. Si è anche soffermato sul valore di ogni singola tappa del viaggio di Wang. Dalla Danimarca, prima visita di un ministro degli Esteri cinese da 15 anni, alla Svezia, primo partner commerciale di Pechino nella regione, e dove pure non si assiste a una visita del capo della diplomazia cinese da 22 anni. Guo ha confermato anche l’importanza delle ultime visite in Cina dei leader e dei più alti funzionari di Finlandia e Norvegia. E dalla Repubblica popolare, gli esperti hanno voluto dare soprattutto una lettura di questo tour settimanale del ministro degli Esteri: quello di mostrare il rapporto con i Paesi del Nord Europa come un modello vincente. Una modalità utile anche per relazionarsi agli altri Stati del Vecchio Continente.

Questa visione è stata confermata soprattutto dal China Daily, principale quotidiano cinese in lingua inglese e che, di fatto, fornisce il punto di vista del governo. In un’analisi apparsa sul quotidiano, è stato ribadito il fatto che la Repubblica popolare sia il principale partner commerciale asiatico di questi Paesi. Inoltre, China Daily ha sostenuto che i rapporti tra gli Stati nordici e la Cina rappresentano la prova che si può costruire un legame “senza squilibri”. Dalle colonne del quotidiano, è stato poi fatto presente che l’Europa dovrebbe abbandonare “l’ansia geopolitica” e lanciarsi nel pragmatismo. E questo vale soprattutto per quanto riguarda i rapporti commerciali.

Una scelta di parole non certo casuale. La visita di Wang, infatti, arriva dopo che la Repubblica popolare e l’Unione europea hanno deciso di costituire una piattaforma a livello ministeriale che affronti e risolva le principali tensioni commerciali tra il gigante asiatico e Bruxelles. L’Ue ha chiesto che entro tre mesi Pechino raggiunga degli obiettivi tangibili sul riequilibrio di scambi e investimenti, sui controlli dell’export, sui diritti di proprietà intellettuale e riforma dell’Organizzazione mondiale del Commercio. La Cina “non è la causa principale dei problemi dell’Ue, ma un partner nella loro risoluzione”, ha dichiarato il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, dopo la riunione del meccanismo di consultazione copresieduta dal commissario europeo per il Commercio Maroš Šefčovič. Ma le distanze tra Bruxelles e Pechino, per quanto riguarda gli squilibri commerciali, le esportazioni cinesi e l’Intelligenza Artificiale, sono ancora molte. Wang, in visita in Danimarca, Svezia e Finlandia e Norvegia, cercherà intanto di blindare i rapporti con l’area dell’Europa che appare più affine alle esigenze del Dragone. Ma è chiaro che l’obiettivo di questo tour guarda anche ai rapporti con l’Ue e con la Nato. I due blocchi messi in subbuglio da Donald Trump e in cui Xi vuole capire come inserirsi.