Si è concluso senza accordo il Comitato direttivo Centrale per rifondare la giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati: l’esecutivo dell’Associazione guidato da Luca Poniz resterà in carica per ordinaria amministrazione sino alle elezioni, come previsto dallo Statuto. Poniz si era dimesso sabato scorso insieme con tutti i componenti di Area e ai rappresentanti di Unicost e del segretario Giuliano Caputo. L’associazione era considerata a rischio scioglimento dopo l’esplosione del caso Palamara e delle intercettazioni emerse dall’inchiesta della Procura di Perugia. Secondo Poniz “il mandato politico” della giunta uscente “è terminato”.

“Sarà cura mia convocare un Cdc (Comitato direttivo centrale dell’Anm, ndr) entro un termine statutario – ha dichiarato Poniz – Immediatamente verificheremo i passaggi che andranno fatti per arrivare al traguardo del voto e se ci saranno le possibilità per un anticipo, ma queste verranno valutate da un altro Comitato direttivo centrale (composto da 35 membri più uno dimissionario). Non ci sono sedie, ma responsabilità. Noi non occupiamo sedie, ma responsabilità. Io ci sono sempre stato e ci sarò sempre, non tutti ci sono sempre stati”. Ed ha aggiunto: “Il Cdc è sempre stato e continuerà a essere il luogo di rappresentanza della magistratura associata”.

A chi aveva evocato lo scioglimento dell’Anm Poniz aveva detto: “Vergogna” e aveva replicato come l‘Associazione non “non è mai stata e non è a rischio scioglimento. Ci sono riusciti soltanto i fascisti tanti anni fa“. Il presidente ha osservato che “è in atto un disegno per colpire la magistratura e l’associazionismo. Dobbiamo reagire con forza alla possibilità che frasi estrapolate maliziosamente da alcuni giornali possano restituire l’idea che tutta la magistratura sia quella che emerge da alcune ricostruzioni frammentarie. Noi siamo un’altra cosa”.

Le rappresentanze dei vari gruppi si sono riunite nel Cdc e hanno fatto quadrato per salvare l’Anm. All’orizzonte si prospetta la riforma del Consiglio Superiore della Magistratra, la riforma della Giustiza e le elezioni per il rinnovo della stessa associazione dei magistrati che potrebbero tenersi a luglio o in ottobre.