I percettori del Reddito di cittadinanza ‘no vax’ rischiano di perdere il sussidio rinnovato dal governo nell’ultima legge di bilancio. A metterlo nero su bianco è il ministero del Lavoro guidato da Andrea Orlando in una nota, la 8526 del 2021, ‘scoperta’ dal quotidiano Italia Oggi.

Il certificato verde infatti serve anche per poter partecipare ai progetti utili alla collettività, i Puc: chi non è in possesso del pass dunque potrebbe essere considerato “assente ingiustificato” e quindi veder ‘decadere’ il sostegno al reddito.

Il Green Pass è obbligatorio, si legge nel documento rintracciato da Italia Oggi, per le diversità attività a cui sono chiamati i percettori durante il periodo di ‘incasso’ del sussidio: non solo i Puc ma anche la formazione o il volontariato. Insomma, il percettore chiamato per i progetti utili alla collettività sarà chiamato a esibire il Green pass al pari degli altri dipendenti perché vanno applicate le stesse regole per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro anche a coloro che beneficiano del Reddito di cittadinanza.

Ne deriva, ovviamente, che per chi ha diritto al Rdc ma si ‘dichiara’ No Vax, o sottoporsi a un tampone, non potrà partecipare a corsi di formazione o Puc, tantomeno accettare proposte di lavoro. Percettore che dunque risulterà assente ingiustificato: attualmente basta un giorno di assenza affinché scatti la “decadenza” della misura tanto cara al Movimento 5 Stelle, mentre sono 18 i mesi che devono trascorrere prima di poter chiedere nuovamente il sostegno economico.

Una ‘soluzione’ per il percettore No Vax sarebbe quella di aspettare che l’obbligo di Green Pass scada e quindi fare domanda per il Rdc solo successivamente. Ma col governo intenzionato a prorogare lo stato di emergenza (in scadenza il 31 dicembre 2021) almeno per altri 3-6 mesi, questa ‘strategia’ sembra complicata.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia