Nel mondo sono stati persi 112 miliardi di giorni dedicati all’istruzione. Secondo le stime di Save the Children, in un anno di pandemia le conseguenze del virus sulla scuola sono “ben visibili” e a farne maggiormente le spese sono stati i bambini più poveri. Dall’ultima analisi globale della ong, condotta su 194 paesi, emerge che i minori in America Latina, nei Caraibi e nell’Asia meridionale hanno perso quasi il triplo dei giorni di scuola rispetto ai loro coetanei in Europa occidentale.

La media mondiale è di 74 giorni di istruzione persi per ragazzo, più di un terzo dell’anno scolastico medio globale, che è di 190 giorni. “Centinaia di milioni di bambini e adolescenti rimangono ancora fuori dalla scuola. La più grande emergenza educativa della storia ha ampliato il divario tra i Paesi e all’interno dei Paesi stessi, come quello tra le famiglie più ricche e quelle più povere, tra i bambini che abitano nelle aree urbane e quelle rurali, tra i rifugiati o sfollati e le popolazioni ospitanti”, ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia.

Nel nostro Paese l’analisi della ong ha preso in considerazione 8 capoluoghi di provincia, analizzando i dati rispetto alla frequenza in presenza degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. Dal report emerge una grande disomogeneità tra una zona e l’altra dello stivale. Da settembre 2020 a fine febbraio 2021, i bambini delle scuole dell’infanzia a Bari, per esempio, hanno potuto frequentare di persona 48 giorni sui 107 previsti, contro i loro coetanei di Milano che sono stati in aula tutti i 112 giorni in calendario.

Gli studenti delle scuole medie a Napoli sono andati a scuola 42 giorni su 97 mentre quelli di Roma sono stati in presenza per tutti i 108 giorni previsti. Per quanto riguarda le scuole superiori, i ragazzi e le ragazze di Reggio Calabria hanno potuto partecipare di persona alle lezioni in aula per 35,5 giorni contro i 97 del calendario, i loro coetanei di Firenze sono andati a scuola 75,1 giorni su 106.

“È la fotografia di un’Italia fortemente diseguale, che rivela come proprio alcune tra le regioni particolarmente colpite dalla dispersione scolastica già prima della pandemia siano quelle in cui si è assicurato il minor tempo scuola in presenza per i bambini e i ragazzi”, ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children

In assenza di interventi, la ong stima una perdita di apprendimento equivalente a 0,6 anni di scuola e “un aumento del 25% di bambini e bambine della scuola secondaria inferiore al di sotto del livello minimo di competenze”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.