Qualcuno dirà che solo gli stupidi non cambiano idea ed è vero. Ma alcune idee, soprattutto in politica non si dovrebbero cambiare. E soprattutto, appare strano che a cambiare idea sia stato il governatore Vincenzo De Luca, famoso per essere uomo tutto d’un pezzo, sempre sicuro di sé, dei suoi principi, delle sue visioni. Condivisibili o meno De Luca ha sempre avuto le sue certezze e non ha mai avuto bisogno di consensi. Anzi, è sempre stato l’uomo solo al comando, l’uomo del “questa è casa mia e qui comando io”. Siamo i migliori. Fine.

Appare quindi strana l’ultima esternazione del presidente sul ministro degli esteri Luigi Di Maio che ha appena detto addio al Movimento Cinque Stelle. Udite, udite dopo avergliene dette di ogni colore, ora Luigino a De Luca piace! «Serve un’unica grande forza politica che aggreghi il centrosinistra e tra gli interlocutori di questo progetto può esserci anche Luigi Di Maio». Un cambio di rotta inaspettato e sorprendente… È questa l’idea del presidente sugli scenari che possono aprirsi all’indomani della scissione consumata all’interno del M5s. Il governatore ripropone con forza l’idea di un centrosinistra unito intorno alle due forze principali, ovvero Pd e M5s. «Resto convinto della necessità di avviare un programma costituente – argomenta – questo dovrebbe essere l’obiettivo. Possiamo governare l’Italia avendo questo pollaio politico?». No, questo no. Però addirittura vedere Di Maio come interlocutore politico…

«Se c’è un’innovazione anche nell’ambito dei Cinque Stelle – spiega – se c’è un processo di maturazione politica, io credo che debba essere guardato con grande rispetto e anche con grande interesse». Alla luce delle dichiarazioni fatte nelle scorse ore da Di Maio, quindi, De Luca lo ritiene un interlocutore possibile. «Se parla di concretezza, di rifiuto della demagogia, se ricorda a me che uno non vale uno – ragiona – se c’è una maturazione politica che va nella direzione della concretezza, che nasce dalla consapevolezza che cambiare la realtà non è un programma che realizzi con le battute e con gli slogan, credo che possa essere un bene per l’Italia. Quindi l’apertura vale per tutti, per Di Maio e per le altre componenti». Maurizio Crozza leggendo queste dichiarazioni sarà caduto dalla sedia. Vi ricordate cosa diceva De Luca di Luigino qualche tempo fa?

«Leggo il curriculum di Di Maio e vedo che ha fatto lo steward allo stadio San Paolo di Napoli e ora vuole fare il candidato premier». E ancora: «Luigino ha fatto l’assistente regista, il tecnico dei pc e il manovale presso un’impresa edilizia. La sua vocazione l’aveva scoperta e avrebbe avuto anche un’ottima carriera perché dopo un anno avrebbe fatto il carpentiere. E così ce lo ritroviamo niente di meno che vicepresidente della camera. Ora, al di là dell’ironia questa è una tragedia. Averlo al governo significherebbe un disastro per l’Italia». Sono solo alcune delle uscite del governatore su Luigino. Ora, voi direte in politica tutto è concesso e ogni giorno si dice il contrario del giorno prima. E allora… addio coerenza e idee. Luigino da carpentiere è diventato un possibile interlocutore politico. Non c’è che dire, auguri…

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Giornalista napoletana, classe 1992. Affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.