Dopo settimane di trattative, divergenze e veri e propri scontri politici, il sesto pacchetto di sanzioni anti-russe, che include l’embargo graduale al petrolio in arrivo via mare in Europa con deroghe per il greggio trasportato via oleodotti, è stato adottato dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri.

Approvazione arrivata solo dopo che il Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti, si è di fatto piegato al ricatto ungherese. Il premier populista e ultraconservatore Viktor Orban nella giornata di ieri, mercoledì 1 giugno, aveva infatti posto il veto all’approvazione del pacchetto, nonostante le ampie concessioni arrivata da Bruxelles al suo Paese, fortemente dipendente dall’import di petrolio russo.

Per Orban infatti era inaccettabile l’inclusione del patriarca russo ortodosso Kirill dalla ‘black list’ delle personalità russe sanzionate dall’Europa. 

L’Ungheria ovviamente rispetterà la decisione comune dell’Ue sulle sanzioni al patriarca di Mosca Kirill”, aveva annunciato Orban prima della decisone degli ambasciatori Ue di rimuovere la figura del patriarca Kirill dall’elenco dei sanzionati. Orban aveva tuttavia precisato che la posizione di Budapest sul patriarca “era nota da tempo e nessuno al vertice di Bruxelles si era opposto

L’approvazione formale del sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca avverrà mediante procedura scritta con scadenza domani mattina alle 9.

Chi è il patriarca Kirill

Sin dall’inizio del conflitto Kirill ha mostrato il suo appoggio forte al conflitto in Ucraina, la “operazione militare speciale”, come viene definita dal Cremlino, Ancora a inizio maggio Kirill ribadiva che la Russia “non ha mai attaccato nessuno, ma ha sempre difeso i suoi confini”. In passato il patriarca russo aveva definito Putin “il miracolo di Dio”, sottolineando come quella in Ucraina fosse una “guerra santa”. 

Secondo Forbes il patriarca di Mosca avrebbe un patrimonio personale di circa 4 miliardi di dollari, mentre per il giornale russo Novaya Gazeta la cifra arriverebbe a sfiorare gli otto miliardi grazie a esenzioni fiscali statali russe riferibili al mercato della manifattura di tabacco e di birra.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia