Il sole di luglio riscalda la campagna elettorale per il sindaco di Napoli e ha effetti bollenti sullo staff di comunicazione del candidato Catello Maresca. Paolo Chiariello, ex caporedattore di SkyTg24, e amico di vecchia data dell’ex Pm, abbandona improvvisamente l’incarico.

Alle 10.37 di questa mattina, con un messaggio postato nella chat riservata ai giornalisti, Chiariello ha infatti annunciato il suo addio all’incarico di portavoce di Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra a Napoli. “Care colleghe e colleghi, cari amici, il progetto Maresca è un po’ cambiato e io come d’accordo lascio la responsabilità della comunicazione. Non prima però di ringraziarvi tutti per la vostra professionalità e cortesia” questo il messaggio di congedo lasciato da Chiariello nel gruppo WhatsApp “Maresca / Quotidiani“.

Cambio in corsa, quindi, per l’ex pubblico ministero che punta a conquistare la poltrona di Palazzo San Giacomo. Sulle dimissioni di Chiariello, ex inviato di Sky e in passato molto vicino al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, si rincorrono voci e retroscena.

Inizialmente si è pensato ad un possibile allontanamento a causa dell’incidente diplomatico avvenuto nell’incontro con la Cisl. Giovedì, infatti, Maresca è stato invitato (come tutti gli altri candidati sindaco) a un confronto con i dirigenti del sindacato. L’ex Pm, però, si è presentato con Lina Lucci, ex segretario regionale della Cisl. Quando è arrivato il momento del suo intervento ha chiesto alla Lucci di parlare per lui e, quando i dirigenti del sindacato gli hanno fatto notare che solo i candidati sindaci sono invitati a parlare, ha deciso di rinunciare al suo intervento. Maresca poi è andato via.

La vicenda ha suscitato imbarazzo tra tutti i presenti. Ma non sarebbe questo il motivo per cui Chiariello ha lasciato il suo incarico, piuttosto il fatto che la nuova società che dovrà curare la comunicazione di Maresca (come riportato da Repubblica la Bepop di Eugenia Russo) sarebbe in quota Lega e vuole imporre una propria risorsa in quel ruolo. Si tratterebbe, quindi, di una scelta imposta da Roma e quindi dei partiti che, alla fine, hanno deciso di appoggiare Maresca nonostante un tira e molla sui simboli durata mesi.

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