Colloquio diretto ieri tra il Papa ed il Patriarca di Mosca, Kirill. Ad annunciarlo per primo è stato proprio il versante russo, rilevando come Kirill «ha salutato cordialmente il Primate della Chiesa Cattolica Romana, esprimendo soddisfazione per la possibilità di organizzare un colloquio». Inoltre, «ha avuto luogo una discussione dettagliata della situazione sul suolo ucraino». Il Patriarca avrebbe anche sottolineato l’importanza del negoziato in corso. «Particolare attenzione – spiega il Patriarcato – è stata rivolta agli aspetti umanitari dell’attuale crisi e alle azioni della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica romana per superarne le conseguenze».

Da parte della Chiesa ortodossa russa, hanno assistito al colloquio il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, e un dipendente del segretariato del Decr per le relazioni intercristiane, I.A. Nikolaev. La Chiesa cattolica era rappresentata dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. In serata la Sala stampa vaticana ha reso nota la versione della Santa Sede. Le Chiese, recita il comunicato diffuso, sono chiamate a contribuire a rafforzare la pace e la giustizia». Papa Francesco ha detto a Kirill che «le guerre sono sempre ingiuste. Perché chi paga è il popolo di Dio. I nostri cuori non possono non piangere di fronte ai bambini, alle donne uccise, a tutte le vittime della guerra. La guerra non è mai la strada. Lo Spirito che ci unisce ci chiede come pastori di aiutare i popoli che soffrono per la guerra».

Giornalista e saggista specializzato su temi etici, politici, religiosi, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato, tra l’altro, Geopolitica della Chiesa cattolica (Laterza 2006), Ratzinger per non credenti (Laterza 2007), Preti sul lettino (Giunti, 2010), 7 Regole per una parrocchia felice (Edb 2016).