I giudici hanno chiesto una perizia psichiatrica su Berlusconi. Una “illimitata perizia psichiatrica”, dice il documento ufficiale. Che è scritto in lingua italiana. Ed è la prima volta, credo. Una tempo queste cose si scrivevano coi caratteri cirillici. Mi pare di ricordare che fu fatta una cosa del genere durante il processo a Bucharin, nel 1938. Il Pm in quell’occasione si chiamava Vyšinskij.

La decisione dei magistrati, al processo Ruby-ter, non ha precedenti. Berlusconi ha rifiutato la perizia psichiatrica e ha chiesto che il processo vada avanti senza di lui. I giudici hanno preso atto della richiesta di Berlusconi e hanno deciso di proseguire il processo. Berlusconi è convinto che vogliano arrivare alla condanna. Ha rilasciato delle dichiarazioni furenti. Del resto quello che è successo ieri è inaudito. Riassumo brevemente i fatti. Innanzitutto vi dico di questo processo. Che già di per sé è un fatto inedito e in contrasto evidente con tutte le regole scritte e non scritte del diritto, e anche della Costituzione. Cosa succede? Berlusconi viene processato per il famoso caso Ruby. Accusato di “prostituzione minorile”. Condannato in primo grado a una pena pesantissima, sette anni. Assolto pienamente in appello e in Cassazione. È innocente. Non c’è il reato. È definitivo.

Definitivo? Ovunque, nel mondo libero, lo sarebbe, ma non in un paese caduto sotto dittatura giudiziaria, cioè l’Italia. I Pm decidono che la sentenza non vale e processano i testimoni per falso. Dicono che Berlusconi li ha comprati, e in questo modo vanno in collisione evidente con i giudici che li hanno accolti, li hanno ritenuti attendibili e hanno assolto Berlusconi. Ora la magistratura, col Ruby ter, processa i testimoni, Berlusconi e, di fatto, anche la Cassazione. Di nuovo: è un fatto senza precedenti. Poi la seconda parte di questa commedia assurda. Il processo si fa. Contro ogni logica. Vabbé. Berlusconi sta male. Conseguenze del Covid in una persona anziana. Presenta ampie perizie sul suo stato di salute. Addirittura la Procura chiede lo stralcio della sua posizione. Il giudice però respinge la richiesta e si limita a concedere un breve rinvio. Fine del rinvio. Nuove perizie: Berlusconi sta male ancora e non può essere in aula. La Procura cambia posizione e chiede una perizia, perché non crede alle perizie dei medici presentate dalla difesa. Dice, con sprezzo: è vecchio e basta. Avrà gli acciacchi della vecchiaia ma deve comunque andare alla sbarra.
Il giudice accoglie la richiesta dell’accusa e la aggrava: “perizia psichiatrica illimitata”.

Berlusconi risponde con un breve comunicato: «Questa decisione è lesiva della mia storia e della mia onorabilità. La decisione della Corte dimostra, per ciò che ho fatto durante la mia vita in molteplici settori – fra cui l’imprenditoria, lo sport e la politica – un evidente pregiudizio nei miei confronti e ben mi fa comprendere quale sarà anche l’esito finale di questo ingiusto processo». Di conseguenza, dice Berlusconi, «non posso accettare questa decisione e chiedo che si proceda in mia assenza». Ora il processo andrà avanti. Con tutte le sue insensatezze. Per il nostro paese è una pagina abbastanza vergognosa. Un gruppetto di magistrati che riesce prima a imbastire un processo – che oggettivamente è sia la ripetizione di un processo già concluso, e quindi è illegale, sia un processo alla Corte d’Appello e poi alla Cassazione che hanno assolto Berlusconi – e poi a chiedere una perizia psichiatrica per uno dei principali leader politici italiani.

Quel che stupisce è la mancanza di reazioni. Dico di reazioni politiche. Possibile che il Pd non insorga? Eppure si trova di fronte a uno degli atti più gravi di delegittimazione del potere democratico. A un tentativo evidente e smaccato da parte di settori della magistratura di umiliare la politica. Forse anche di intervenire nella battaglia per il Quirinale. È abbastanza probabile, anzi, che sia così. Si sa che Berlusconi ha l’ambizione di correre per la successione a Mattarella. I giudici si son detti: con una perizia psichiatrica blocchiamo tutto. O non l’accetta, e allora noi vinciamo il processo, oppure l’accetta, lo facciamo dichiarare matto e il Quirinale se lo sogna. Adesso, siccome ho scritto queste cose, molti diranno che sono un berlusconiano. Io non lo sono, non lo sono mai stato. Ho idee politiche lontanissime da quelle di Berlusconi, che è un esponente e un leader della destra centrista e moderata. Io sono di sinistra, vengo dal Pci, non voterò mai per Berlusconi.

Però, proprio perché vengo dal Pci, forse, ho ancora una forte idea antifascista. E a me pare che questa deriva fascista che la magistratura sta imponendo al paese vada fermata. Penso che la sinistra dovrebbe essere la prima a dire basta. e forse anche a chiedere che intervenga Mattarella per fermare questa follia. E dovrebbe convocare delle manifestazioni in piazza per chiedere che l’attacco autoritario della magistratura sia sconfitto. Abbiamo passato tanti anni, quando eravamo ragazzi, a dire che non volevamo i colonnelli. Giusto, diosanto, però nemmeno i Pm per favore.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.