Altri sei mesi per indagare ancora ed effettuare “una più articolata perizia” sulle morti degli anziani al Pio Albergo Trivulzio durante la prima ondata di Covid nel 2020. È quanto deciso dal gip di Milano Alessandra Cecchelli, che non ha accolto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla storica Rsa milanese, la ‘baggina’.

Negli scorsi mesi i pm della procura, al termine della loro indagine, avevano chiesto l’archiviazione del dg Giuseppe Calicchio, indagato per omicidio e epidemia colposi e violazione delle regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e della struttura.

Nella richiesta di archiviazione la Procura, pur sottolineando che al Trivulzio c’era stata una “sottovalutazione iniziale del rischio” dei contagi Covid e una “carenza oggettiva” di interventi “per evitare il diffondersi dell’epidemia”, con la direzione della struttura sanitari che si oppose “nei primi giorni di marzo” del 2020 “all’utilizzo di mascherine”, rimarcava anche che in quel periodo i criteri di “tracciamento e contenimento” del virus, che era sconosciuto, non erano stati ancora nemmeno “adeguatamente introdotti, sviluppati e articolati dalle disposizioni delle autorità sanitarie nazionali e regionali” e c’era “una drammatica insufficienza” di “Dpi e tamponi”.

Dunque, secondo l’aggiunto Siciliano e i pm Clerici e De Tommasi, mancavano le prove di un “nesso causale” fra le condotte dei dirigenti della struttura e le morti.

Di tutt’altro avvio il gip Cecchelli: per il giudice i fatti emersi dalle indagini evidenzierebbero “negligenze della dirigenza del Pat segnalate dallo stesso personale sanitario, pur allo stato delle conoscenze disponibili nei mesi in cui si è verificata” la diffusione del Covid all’interno del Pio Albergo Trivulzio, dove “per ammissione” degli stessi consulenti della Procura “si è verificato il decesso di un numero evidentemente spropositato di ospiti”.

Eloquente il commento di Vinicio Nardo avvocato del direttore generale del Trivulzio Giuseppe Calicchio: “Prendiamo atto della decisione assunta dal Gip di disporre un supplemento di indagini per sei mesi. Penso che tale indicazione consentirà di escludere qualsiasi zona d’ombra su una vicenda che ha avuto, come è noto, un enorme risalto mediatico ed è stata al centro di lunghe polemiche anche di tipo politico”. “Confermo la piena disponibilità e la volontà di fugare ogni equivoco – spiega ancora l’avvocato – certo che sarà riconosciuta la correttezza del dottor Calicchio e del Pio Albergo Trivulzio”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.