Politica
Preferenze, ha vinto quella massa di parlamentari priva di voti e attaccata alla poltrona
Quando, nella Convenzione del 1792, la maggioranza dei deputati che sedevano negli scanni della conca furono definiti appunto “La Palude” (Le Marais) rispetto alla Montagna radicale e inflessibile o alla Gironda moderata, il richiamo faceva leva sulla loro capacità di oscillare da una parte e dall’altra, favorendo le fortune ma anche le disgrazie di una fazione al potere. Lo scoprì amaramente Robespierre, che sull’appoggio della “palude” fondò il Terrore ma perse anche la testa.
Oggi, qui in questa Repubblica dalla rappresentanza dimezzata, “palude” significa una massa di parlamentari priva di voti e consenso, attaccata alla poltrona nella consapevolezza di essere scollata dal sentimento popolare, per non dire in molti casi addirittura sconosciuta in quei collegi che dovrebbe rappresentare. E il voto segreto con cui hanno respinto l’emendamento di Fratelli d’Italia è stata la manifestazione palese di un terrore: quello di perdere uno status che è stato loro concesso dalle segreterie di partito o dai leader che li hanno scelti e inseriti nelle liste bloccate.
Nel voto della Camera – ha ragione la Premier – ha vinto la palude ma ha perso l’Italia, hanno perso gli elettori e, in un certo senso, anche la nostra Costituzione. Ha perso il Parlamento come simbolo e come luogo di rappresentanza. Ha perso la politica, perché si è dimostrata unicamente mossa dallo spirito di autoconservazione. Chi ha festeggiato pensando di aver inferto una sconfitta a Giorgia Meloni e al governo ha in verità scioccamente danzato sulle rovine di una Repubblica che viene demolita proprio da chi dovrebbe difenderla. Si è creata un’oligarchia, una minoranza di individui privilegiati che ha difeso il proprio interesse personale e utilitaristico.
Qualcuno, pensandosi furbo, ha persino tentato di etichettare quel voto nefasto come un’azione contro un emendamento “farlocco” (come ha fatto Giuseppe Conte), mentre qualcun altro, con più teatralità (come la Schlein), si è percepita leader per una notte.
Gli italiani, invece, si sono sentiti nuovamente frodati di un diritto sottratto loro dalla politica della palude, due volte ripristinato dalla Corte Costituzionale e per la terza volta scippato da quella stessa politica che ha paura del consenso. Giorgia Meloni ha ottenuto due risultati in uno: ha mantenuto la parola e ha mostrato all’Italia il vero volto di una casta che non ha potere, ma ha solo paura di perdere i propri piccoli privilegi. Una politica piccola che non potrà mai pensare in grande, e che è per sua stessa natura invisa alle ambizioni meloniane.
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