Il cosiddetto ‘lodo Annibali’, che sposta gli effetti della legge Bonafede sulla prescrizione di un anno, non passa il vaglio delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. L’asse Pd-M55-Leu dunque regge e l’emendamento della deputata di Italia Viva non passa per 49 voti contrari rispetto ai 40 favorevoli, nonostante l’annuncio del sì dai gruppi di Forza Italia e Lega.

Proprio il leader di Italia Viva Matteo Renzi aveva spiegato ai cronisti riuniti in Senato per il voto su Salvini e il caso Gregoretti che il movimento non avrebbe ritirato il lodo Annibali.

Lo stesso ex premier ha commentato su Facebook il no dell’asse Pd-M5S-Leu al lodo Annibali, annunciando battaglia al Senato: “Potevamo e alla Legge Orlando sulla prescrizione, legge riformista. Pd e 5Stelle hanno votato contro salvando la Legge Bonafede, legge giustizialista. Alla Camera hanno i numeri loro: 1-0 per i giustizialisti. Vediamo tra due mesi come finisce al Senato”, avverte il leader di Italia Viva.

LE FRIZIONI COL GOVERNO – Il governo nella giornata di martedì aveva dato parere contrario al lodo. La stessa Lucia Annibali, intervenendo ieri in commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera, aveva espresso “rammarico” per il parere contrario all’emendamento. “Noi chiediamo il rinvio di un anno della Bonafede per intervenire in modo serio sulla riforma del processo penale. Mi auguro che prima o poi ci sia un’assunzione di responsabilità. Noi voteremo questo emendamento nonostante il parere contrario”, aveva aggiunto la deputata renziana. Il voto era stato quindi rinviato alle 16 di oggi pomeriggio.

INSULTI E MINACCE SUL WEB ALLA ANNIBALI – La Annibali è stata inoltre vittima di insulti e minacce sulla propria pagina Facebook proprio per la posta che porta il suo nome di rinvio dello stop alla prescrizione. Insulti che per il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi sono “indecenti e gravissimi. La Polizia postale intervenga subito per identificare i responsabili. Serve una risposta esemplare per rapidità e durezza. Mi auguro che due donne come il ministro dell’Interno e il capo della Polizia postale valutino l’importanza di intervenire subito”.

La stessa Annibali ha risposto agli insulti che ‘invocavano’ l’uomo che anni fa le ha gettato l’acido sul volto, sfregiandola. “Non mi lascerò intimidire”, ribatte infatti deputata renziana nel mirino per il suo lodo sulla prescrizione. “Questo è un classico esempio di quanto subiscono le donne che si espongono pubblicamente con le loro idee: insulti sessisti, minacce, violenza verbale. Nel mio caso, la mia vicenda personale usata come un’arma di offesa con l’intento preciso di limitare la mia libertà d’espressione. Stia pur certo il signore, che ovviamente non ci mette la faccia, che non mi lascerò intimidire né da lui né da nessun altro”