Ennesima spaccatura nella maggioranza sulla prescrizione. Italia viva ha infatti votato insieme a Lega, FI e FdI un emendamento al Milleproroghe a prima firma di Riccardo Magi (+Europa) che prevede la sospensione fino al 31 dicembre 2023 della legge Bonafede sulla prescrizione. La proposta di modifica è stata però bocciata con i voti contrari di Pd e M5S (44), mentre i voti favorevoli sono stati 42 da parte di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva.

IL GOVERNO DICE NO AL LODO ANNIBALI, MA SLITTA IL VOTO – Il governo ha dato inoltre parere contrario al lodo Annibali, l’emendamento di Italia viva al Milleporoghe che mira a rinviare di un anno l’entrata in vigore della riforma sulla prescrizione. La stessa Lucia Annibali, intervenendo in commissioni Bilancio e Affari costituzionali alla Camera, ha espresso “rammarico” per il parere contrario all’emendamento. “Noi chiediamo il rinvio di un anno della Bonafede per intervenire in modo serio sulla riforma del processo penale. Mi auguro che prima o poi ci sia un’assunzione di responsabilità. Noi voteremo questo emendamento nonostante il parere contrario”, ha aggiunto la deputata renziana.

Il voto sul lodo Annibali è stato rinviato a domani a partire dalle 16. In commissione infatti, è rimasta  l’incertezza sulle deleghe e si è deciso di rinviare la seduta

MARATTIN: “PD VOTA LEGGE FATTA DA SALVINI”- Parlando con i giornalisti alla Camera il deputato di Italia Viva Luigi Marattin ha inviato una stoccata agli ex colleghi di partito Dem: “Noi oggi abbiamo votato per tornare alla legge Orlando – Gentiloni, una legge del PD, invece il PD ha votato per mantenere in vigore una legge votata da Salvini. Questi sono i fatti da cui non si può prescindere”.

ITALIA VIVA VOTERA’ LA PROPOSTA COSTA – Da Marattin è quindi arrivato la conferma che Italia Viva voterà “la proposta di legge Costa per tornare alla disciplina di Orlando-Gentiloni, quindi pensate quanto è sbagliata la visione che ci vede contrapposti a priori al PD, stiamo votando per tornare a una legge del PD. Speriamo che per allora la situazione si sia sbloccata e che si torni a discutere di Come abbassare le tasse e far ripartire gli investimenti. Cominciamo a discutere e se necessario anche a litigare. Serve anche quello”.

LE ACCUSE DA ZINGARETTI A RENZI- Questa mattina era arrivato un duro affondo da parte del segretario del Pd Zingaretti a Renzi, accusato di essere “la principale causa di fibrillazione di questo campo e fa un favore a Matteo Salvini. Io lo chiamerei un fallimento strategico”.

In un crescendo di accuse Zingaretti spiega quindi che “il fallimento strategico” di Italia Viva “non deve essere scaricato sugli italiani, capisco che i sondaggi vanno male ma prima di tutto bisogna pensare agli italiani e non a se stessi”. “Se un partito presenta una mozione di sfiducia al governo di cui fa parte, la risposta è nelle cose. Io credo che siano parti di un insopportabile teatrino della cattiva politica di cui gli italiani non ne possono più”, conclude Zingaretti.