Il ‘lodo Conte‘ non basta. La maggioranza, dopo l’ennesimo vertice a palazzo Chigi, non trova la quadra sulla prescrizione. E’ ancora una volta Italia viva a mettersi di traverso. Ai renziani non piace la distinzione tra condannati e assolti proposta dal premier per sbloccare l’impasse. In particolare la bozza del disegno di legge delega prevede la permanenza della riforma Bonafede (e quindi lo stop del corso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado) per chi è condannato.

Il corso della prescrizione riprenderebbe invece quando si è prosciolti e, in caso di ricorso contro l’assoluzione, la prescrizione sarebbe sospesa per un tempo massimo di due anni.

Il no di Matteo Renzi arriva in diretta radiofonica, mentre a Palazzo Chigi, Conte, Bonafede e le delegazione dei partiti di Governo, sono ancora seduti al tavolo. “Il Lodo Conte risolve il nodo sulla prescrizione? Assolutamente no – risponde il leader di Iv senza troppi giri di parole – l’essere o meno colpevole non si valuta in primo grado, ma si valuta alla fine. Inserire un elemento di distinzione tra chi è assolto e chi è condannato in primo grado viola i principi costituzionali. Un processo senza fine è la fine della giustizia”, taglia corto, insistendo perché si ritorni alla legge Orlando.

La replica di Bonafede non si fa attendere. Il Guardasigilli mette il luce le “numerose convergenze” registrate in tema di riduzione dei tempi dei processi (in quattro anni i tre gradi di giudizio, l’ipotesi) ma è costretto ancora una volta a definire “distanti” le posizioni sulla prescrizione. “La distinzione fra assolti e condannati – sottolinea, però, non è la mia proposta di partenza ma ricordo che questa distinzione è stata già introdotta nella scorsa legislatura da qualcuno che adesso solleva profili di incostituzionalità”, dice puntando il dito contro i renziani.

Invoca la responsabilità, ancora una volta, il Pd: “C’è una maggioranza da tutelare. I partiti di maggioranza che votano con l’opposizione la indeboliscono”, dice Nicola Zingaretti. Per i dem quello sulla giustizia “è un cantiere ancora aperto, ma diversi sono stati i passi in avanti”. Renzi dice che il lodo Conte è incostituzionale? “Beh, se lo dice lui che è professore…”, si lasciano scappare. Per poi precisare: “Noi non pensiamo che lo sia incostituzionale. Pensiamo che sia una proposta che ha una sua dignità. È una base di partenza interessante, che può essere migliorabile”.

Martedì, intanto, la proposta di legge di Enrico Costa che punta ad abolire la riforma Bonafede approderà nell’aula della Camera. Iv voterà con FI? “Vedremo – non si sbilanciano i renziani – se ci saranno delle migliorie le valuteremo”.