La commissione Giustizia della Camera ha approvato l’emendamento soppressivo della proposta di legge a firma del forzista Enrico Costa. A favore hanno votato in maniera compatta il Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu, compresa la presidente della Commissione Francesca Businarolo, mentre Italia Viva ha votato contro. Il voto finale ha visto la maggioranza sopprimere la proposta Costa con 23 voti a 22.

COSTA ACCUSA LA PRESIDENTE GRILLINA – Furiosa la reazione di Costa dopo il voto. Il responsabile giustizia di Forza Italia ha sottolineato la “spaccatura” della maggioranza, spiegando come l’esecutivo si sia salvato “col solo voto decisivo della presidente, che fino ad oggi non ha mai partecipato alle votazioni. È come se l’arbitro segnasse il gol decisivo”. Costa ha dato quindi appuntamento al 27 gennaio, quando il suo provvedimento andrà in aula: “Siamo

M5S CONTRO I RENZIANI – La scelta di Italia Viva di non votare assieme al resto della maggioranza ha creato forti malumori. La presidente della commissione Giustizia Businarolo dopo il voto ha spiegato che la posizione dei renziani “deve essere oggetto di valutazione nelle sedi appropriate. A noi spetta il compito di portare avanti il lavoro della maggioranza e in questo senso ho ritenuto di partecipare alla votazione, una scelta coerente con il regolamento e già fatta dai miei predecessori e da altri miei colleghi attuali. Ricordo inoltro che il tema della prescrizione è alla costante attenzione del confronto costruttivo tra le forze di governo ed è strettamente legato alle azioni positive intraprese per il rafforzamento degli uffici giudiziari. Ricordo che la proposta del ministro Bonafede, trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura il 16 dicembre 2019, e in attesa del parere dell’organo di autogoverno della magistratura, prevede l’assegnazione di 402 nuove unità per rafforzare uffici giudiziari di primo grado e secondo grado, sorveglianza e minorile. Di questi 402 nuovi magistrati, 117 sono destinati a potenziare le Corti d’appello. Nello scorso aprile erano già stati assegnati altri 70 magistrati alla Corte di Cassazione. Il lavoro per aumentare l’organico della magistratura in tutti gli uffici giudiziari del territorio italiano prosegue senza sosta”.

ITALIA VIVA: “NOI COERENTI, PD A RIMORCHIO DEI 5 STELLE” – La capogruppo di Italia Viva in commissione Giustizia, Lucia Annibali, ha invece ribadito che il movimento renziano ha continuato nel suo “percorso di coerenza. Spiace invece – è l’accusa ai Democratici – prendere atto che il Pd abbia deciso di recedere su principi come quelli del diritto e del giusto processo per andare a rimorchio del Movimento 5 Stelle anche sulla giustizia”. “Il Pd mostra che si sta ‘grillizzando’. Il problema non è, però, il futuro del Partito Democratico, ma il rischio di imbarbarimento giuridico perché – conclude Annibali – un processo senza fine è la fine della giustizia”.

IL COMMENTO DI BONAFEDE – Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su Facebook ha commentato il voto in commissione. “Continuo a lavorare per garantire processi con tempi brevi – ha scritto il Guardasigilli – nei prossimi giorni manderò il nuovo testo della riforma del processo penale, sulla base di quanto emerso nell’ultimo vertice di maggioranza – prosegue -. I cittadini chiedono una giustizia più veloce ed efficiente e dopo l’ultimo vertice ci sono tutti i presupposti per dare finalmente una risposta concreta”.

LA ‘DIFESA’ DEL PD – A difendere la scelta del Partito Democratico di votare assieme ai grillini per bloccare la proposta Costa sulla prescrizione è Alfredo Bazoli, capogruppo Dem in commissione Giustizia di Montecitorio. “La scelta del Partito democratico di votare in commissione Giustizia contro la proposta di Forza Italia sulla riforma della prescrizione – spiega Bazoli – è coerente con l’avvio del nuovo percorso avviato ad inizio gennaio all’interno della maggioranza per trovare un punto di equilibrio tra punti di vista diversi. In particolare, come noto, si è registrata la disponibilità del ministro a rivedere la sua riforma distinguendo tra sentenze di condanna e di assoluzione, come chiedevano magistrati e avvocati, e una larga convergenza su una riforma più complessiva in grado di ridurre significativamente i tempi dei processi, che consentirà di rendere la questione della prescrizione meno rilevante di quanto non sia oggi”.