Chiedo scusa ai nostri lettori se rubo un’intera pagina del giornale per parlare di noi. Non di quanto siamo bravi a fare un bel quotidiano, in crescita costante per autorevolezza e credibilità, con pochissimi straordinari giornalisti e una quantità di preziosi collaboratori. Vi parlo invece di una questione serissima, che rischia di strangolare il Riformista e chiunque voglia fare in Italia un’informazione libera, critica, indipendente e garantista.

Abbiamo fatto il punto sui contenziosi per diffamazione tra Il Riformista e diversi soggetti. Per comprendere l’assurdità della situazione, devo chiedervi di scorrere l’elenco analitico dei procedimenti a carico dell’editore, degli ex direttori, dell’attuale direttore e dei giornalisti (e parlo solo delle cause civili, non di quelle penali). Poi, in conclusione, vi dirò come alla questione si potrebbe porre rimedio, se solo l’Italia recepisse le indicazioni dell’Europa, invece di lasciare la stampa libera in balia di quelle che vengono non a caso definite “querele temerarie”. Buona lettura, intanto.

  • Caso Nicola Gratteri: Contro Romeo Editore e l’ex direttore Piero Sansonetti. Oggetto: Presunta diffamazione a mezzo stampa per le critiche all’operato del magistrato. La causa è in appello a Reggio Calabria. Sono già stati pagati 40.000 euro di danni e 17.011,17 euro di spese legali, come stabilito dalla sentenza di primo grado.
  • Caso Gaspare Sturzo: Contro Romeo Editore e Piero Sansonetti. Oggetto: Il ruolo del Gip nel caso Consip e i rapporti con Palamara. Riguarda due articoli del 28 e 30 maggio 2020. Con sentenza dell’8 luglio 2025 la Corte d’Appello ha respinto il ricorso dell’editore. Pagati 38.345,89 euro di danni e 14.445,29 euro di spese legali.
  • Caso Ferdinando Esposito (1): Contro Romeo Editore e Piero Sansonetti. Oggetto: La sentenza “sbagliata e pilotata” contro Berlusconi. Articolo del 22 giugno 2020. L’editore ha vinto in primo grado, il magistrato ha appellato. Udienza di precisazione delle conclusioni fissata al 17 maggio 2027. In primo grado richiesti a Romeo Editore 75.000 euro.
  • Caso Fabio De Pasquale: Contro Romeo Editore e Tiziana Maiolo. Oggetto: Il pm “ossessionato dall’Eni” e il “calendario delle manette”. Articoli del 23 luglio 2020 e 13 gennaio 2021. La sentenza d’appello del 23 gennaio 2025 ha confermato la condanna. Pagati 16.000 euro di danni e 7.594 euro di spese. Richiesti ulteriori 45.000 euro per la mancata pubblicazione della sentenza.
  • Caso Luigi De Magistris: Contro Romeo Editore, Marco Demarco e Piero Sansonetti. Oggetto: Le critiche al “magistrato fallito che ha rovinato Napoli”. Articolo del 5 giugno 2020. La sentenza d’appello del 15 aprile 2025 ha rigettato il ricorso. Pagati 15.751,58 euro di danni e 8.883,26 euro di spese.
  • Caso Franco Roberti: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Paolo Comi. Oggetto: Le infiltrazioni delle ‘ndrine a Reggio Emilia. Articoli del 28 e 29 agosto 2020. Condanna in primo grado il 21 novembre 2022 (100.000 euro a carico dell’editore e 25.000 euro a carico del giornalista). In appello, causa trattenuta in decisione con rinvio d’ufficio al 24 febbraio 2026.
  • Caso Matteo Salvini: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Angela Nocioni. Oggetto: L’articolo politico “Ora Matteo è finito”. Articolo del 29 gennaio 2022. Condanna in primo grado (sentenza 7984/2024). L’editore ha versato 25.316,76 euro per danni e 7.752,31 euro di spese. Pende l’appello al 25 marzo 2026.
  • Caso Francesco Basentini: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Tiziana Maiolo. Oggetto: L’”avvocato spione” e le nomine mancate ai vertici delle carceri. Articolo del 13 febbraio 2021. L’udienza per la precisazione delle conclusioni è fissata al 27 maggio 2026. Chiesti 25.000 euro. La causa è in decisione.
  • Caso Ercole Aprile e Giuseppe De Marzo: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Tiziana Maiolo. Oggetto: Le presunte anomalie della sezione feriale nella condanna a Berlusconi. Articoli del 30 giugno 2020 e 08 luglio 2021. Il tribunale ha rigettato le domande degli attori (25 maggio 2025), ma è stato notificato appello con richiesta danni di 300.000 euro per Romeo Editore e 20.000 euro per i giornalisti.
  • Caso Augusto Sinagra: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Aldo Torchiaro. Oggetto: Il ruolo di Vecchione, definito “padrino di Conte”. Articolo del 18 maggio 2021. Causa vinta in primo grado il 31 ottobre 2024. L’attore ha appellato chiedendo 25.000 euro.
  • Caso Antonio Esposito e C. D’Isa: Contro Romeo Editore e Piero Sansonetti. Oggetto: La gestione della sentenza Berlusconi. Articoli del 29 giugno, 01 luglio, 02 luglio e 23 luglio 2020. Appello iscritto a ruolo il 25 ottobre 2024. Per il primo grado versati 80.000 euro di danni e 15.000 di spese.
  • Caso Ignazio Marino: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Riccardo Annibali. Oggetto: Il “cameriere che fece dimettere Marino” per una bottiglia di vino. Articolo del 28 settembre 2021. Causa vinta dal giornale in primo grado (21 febbraio 2025). Marino ha appellato, udienza al 12 gennaio 2028. Richiesta di 25.000 euro.
  • Caso Ferdinando Esposito (2): Contro Romeo Editore, Paolo Comi e Piero Sansonetti. Oggetto: Il pm “amico di Nicole Minetti” salvato dal CSM. Articoli dell’1 e 11 luglio 2020. Causa vinta, il Tribunale ha rigettato le domande il 13 marzo 2024.
  • Caso Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Ciriaco M. Viggiano. Oggetto: I 19 “flop” dei pm nella “congiura contro Bassolino”. Articoli del 17, 19 e 20 novembre 2020. L’editore ha vinto in primo grado (20 agosto 2025), ma è stato notificato l’appello con richiesta di 400.000 euro.
  • Caso Luigi Riello: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Francesca Sabella. Oggetto: Presunta diffamazione in un pezzo a firma Sansonetti/Sabella. Articolo del 26 marzo 2022. Condanna in primo grado il 13 febbraio 2025: versati in solido 25.533,87 euro (danni) e 6.094,76 euro (spese legali).
  • Caso Giuseppe Sala: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti, Paolo Comi, Tiziana Maiolo e Frank Cimini. Oggetto: Il presunto “accordo illegale” tra Procura e Sindaco sul capo dei vigili. Articoli di aprile 2021. Ordinanza di condanna (13 dicembre 2024): pagati 45.000 euro per danni e 12.112,29 euro di spese. Il 4 marzo 2026 la Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’editore (altri 10.135,05 euro per spese).
  • Caso Marco Ciacci: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti, Tiziana Maiolo, Frank Cimini e Paolo Comi. Oggetto: I medesimi articoli sul caso del capo dei vigili di Milano. Ordinanza di condanna (16 dicembre 2024). Pagati 45.000 euro di danni, 12.112,29 euro di spese e, dopo la sentenza d’appello del 4 marzo 2026, altri 10.135,05 euro di oneri legali.
  • Caso Luca Agostini: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Paolo Comi. Oggetto: Mattarella e lo “sfratto” al CSM. Articolo del 21 gennaio 2023. Causa vinta in primo grado il 22 luglio 2025.
  • Caso Gian Carlo Caselli: Contro Romeo Editore e Piero Sansonetti. Oggetto: La “trinità delle manette” (Travaglio, Caselli, Di Matteo). Articolo del 24 aprile 2020. Condanna in primo grado (23 settembre 2024). Appello notificato a dicembre 2024; a luglio 2025 formulata proposta conciliativa da 70.000 euro. In primo grado condanna di Romeo Editore per 102.000 euro e di Sansonetti per 30.000 euro.
  • Caso Bernardo Petralia: Contro Romeo Editore, Piero Sansonetti e Tiziana Maiolo. Oggetto: I pm antimafia e la guerra all’abolizione dell’ergastolo ostativo. Articolo del 26 gennaio 2022. Condanna in primo grado (26 gennaio 2026). Pagati 45.017,65 euro per danni e 10.803,66 euro di spese. Appello notificato il 26 febbraio 2026.
  • Caso Giuseppe Molfese: Contro Romeo Editore e Piero Sansonetti. Oggetto: Le critiche sull’arresto “spettacolo” della moglie di Soumahoro. Articolo del 31 ottobre 2023. Mediazione fallita; discussione rinviata al 25 novembre 2026. Chiesti 50.000 euro.
    Caso Maria Tiziana Balduini: Contro Romeo Editore e Piero Sansonetti. Oggetto: Il ritorno dell’”asse Palamara-Ferri” nel CSM. Articolo dell’8 maggio 2021. Costituzione in giudizio effettuata a fine 2024. Richiesta: 50.000 euro.
  • Caso Massimiliano Calì: Contro Romeo Editore S.r.l. e l’attuale direttore Claudio Velardi. Oggetto: Le ambiguità del marito di Albanese e i fondi di Hamas. Articolo del 15 luglio 2025. Pende giudizio presso il Tribunale di Napoli con richiesta danni di 25.000 euro.
  • Scarpinato porta il Riformista alla sbarra.

Ecco la lista delle persecuzioni, al momento. Se – poniamo – le cause dovessero avere tutte un esito negativo, la Romeo editore dovrebbe pagare più o meno 1.500.000 euro di risarcimenti. E io consiglierei al mio amico Alfredo Romeo di dismettere un’attività editoriale che lui promuove per il solo amore della circolazione delle idee e della libertà dell’informazione. Lui di certo non si arrenderebbe, ma sarebbe il consiglio più sensato. A meno che l’Italia non facesse una cosa semplicissima, nell’interesse di tutta l’informazione e della democrazia italiana. I contenziosi che vi ho elencato sono definiti in Europa cause SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), ovvero “querele temerarie”. Sono azioni legali promosse per intimidire e zittire le voci critiche attraverso il ricatto economico. Insomma sono un concretissimo e violento strumento di minaccia contro la libertà di stampa.

Si può fare qualcosa per evitare questa deriva? Certo nessuno pensa – tantomeno noi – che si debba dare la possibilità a qualunque giornale di dire quello che gli va e di diffamare il prossimo. Assolutamente no, ci mancherebbe. Bisognerebbe solo adottare delle regole serie per disciplinare la materia, come quelle che l’Europa ha indicato con la Direttiva anti-SLAPP del 2024, che costruisce un vero e proprio “scudo” per bloccare le “querele temerarie” sul nascere, e punire chi le usa come manganello per strangolare la stampa

Questi i punti della direttiva, in sintesi:
Archiviazione rapida: dà ai giudici il potere di respingere in tempi brevissimi le cause manifestamente infondate, senza che il processo venga trascinato per anni, e ribaltando l’onere della prova: è chi querela a dover dimostrare al giudice che la sua azione non è pretestuosa.
Condanna totale alle spese: se la causa viene identificata e archiviata come SLAPP, chi ha sporto la querela temeraria è obbligato a pagare per intero tutte le spese processuali e legali sostenute dal giornalista o dall’editore.
Sanzioni dissuasive: oltre al risarcimento delle spese, i tribunali possono infliggere multe dirette a chi promuove la querela temeraria, con il preciso scopo di scoraggiare il ricorso a questa pratica.
Risarcimento dei danni per la vittima: chi subisce la querela temeraria (l’editore o il giornalista) ha diritto a chiedere e ottenere il risarcimento per i danni materiali e immateriali subiti a causa della procedura giudiziaria abusiva.
Misure di supporto: gli Stati devono garantire a chi è bersaglio di cause SLAPP l’accesso a un’assistenza legale, finanziaria e psicologica adeguata.
Scudo contro le sentenze estere: i tribunali dei Paesi UE possono rifiutarsi di riconoscere e applicare sentenze di condanna emesse in Paesi extra-europei se queste derivano da cause classificabili come querele temerarie.

Basterebbe l’applicazione di queste misure per salvaguardare concretamente la libertà di stampa e anche la dignità di chi è effettivamente colpito da informazioni false o offensive. E dunque, in conclusione, permettetemi alcune domande semplici semplici. Il governo italiano intende procedere al recepimento di questa direttiva europea? La magistratura, gli editori tutti, l’Ordine dei giornalisti, i sindacati della stampa vogliono unirsi a questa battaglia di civiltà? Noi il sasso nello stagno lo abbiamo lanciato, e siate certi che non ci fermeremo. Nell’interesse dei nostri lettori e di tutta l’informazione italiana