A un mese dall’apertura delle urne per le amministrative di Roma, la campagna politica del Movimento 5 Stella entra nel vivo e parte dalle periferie della Capitale. La sindaca uscente Virginia Raggi, che tenta la conferma per un secondo mandato, si è presentata ieri a San Basilio, quartiere della periferia nordorientale di Roma. Accanto a lei, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che ha presentato la lista comunale dei candidati M5s. “Non faremo promesse che non possiamo mantenere. Non prendiamo in giro nessuno ma, qua, sono i fatti a parlare“, afferma con convinzione l’ex premier, con l’obiettivo di trainare Raggi verso il secondo mandato al Campidoglio.

Raggi chiede il rinnovo della fiducia

In una piazza gremita di sostenitori, residenti e molti dei consiglieri capitolini e degli assessori che si ricandideranno, Raggi ha rivendicato quelli che considera i risultati ottenuti dalla sua amministrazione, dalla mobilità ai rifiuti, chiedendo di rinnovarle la fiducia: “Sento parlare gli esponenti delle altre forze politiche, loro hanno lasciato Roma piena di debiti e senza servizi. L’unica cosa che sanno fare è scrivere programmi, ma poi non li sanno realizzare e quando rubano i soldi, rubano soldi vostri“, ha attaccato puntando il dito contro la Regione trainata da Zingaretti, con il quale ha avuto diversi scontri sui temi caldi del Campidoglio.

Tutto quello che abbiamo fatto per rilanciare la città è stato possibile perché non abbiamo rubato un euro” ha detto Raggi, spiegando il motivo per cui ha deciso di partire da San Basilio. “E’ dalle periferie che ricostruiamo la città, mi chiamano infatti la sindaca delle periferie”, ha dichiarato la sindaca, in forte contrapposizione con la scelta del candidato di centrosinistra Roberto Gualtieri, l’ex ministro dell’economia del secondo governo Conte che ha deciso di aprire l’ultimo mese di corsa elettorale in pieno centro storico, alla Bocca della verità.

Il sostegno di Conte

Conte, che si prepara a girare l’Italia per affermarsi in città indirizzate al voto amministrativo, ha blindato la sindaca uscente dalle critiche mosse dai suoi avversari. E, soprattutto, ha ribadito l’appoggio politico ed elettorale che, in un primo momento, sembrava mancare. “Roma veniva da Mafia Capitale, forse i primi anni sono stati complicati. Ma ora la macchina del Comune è ripartita” ha precisato l’ex premier confermando pubblicamente il tanto atteso sostegno: “Oggi il M5s è vicino a Virginia Raggi e chiede il rinnovo del mandato. Lo chiede con le carte in regola“, ha detto Conte tra lo scrosciare degli applausi dei presenti.

I punti cardine della campagna saranno legalità e diversità del Movimento rispetto agli altri avversari in campo. “Perché in 30 anni nessuno è andato con le ruspe a recuperare le villette dei Casamonica? – ha domandato l’ex premier -. Ci andavano a cena“, in risposta a quella domanda mai posta dai cittadini.

Infine un breve ma incisivo attacco su Gualtieri, probabilmente finalizzato ad allontanare le polemiche su accordi già stretti con il Pd. “Gualtieri è stato il mio ministro dell’Economia e ho un ottimo rapporto personale e abbiamo lavorato molto bene insieme” ha detto Conte rispondendo alle domande dei giornalisti, aggiungendo però che ora “alla luce dei dati di realtà l’amministrazione di Virginia Raggi ha fatto un lavoro serio, anche a volte poco visibile, ma che negli ultimi tempi sta venendo tutto fuori e sono assolutamente convinto che Virginia meriti il rinnovo per le capacità dimostrate, per la determinazione, per la linearità del progetto politico che sta portando avanti“, ha concluso Conte ribadendo il sostegno alla sindaca pentastallata.

La gaffe di Conte

Ma l’ex premier è stato autore di un lapsus decisamente imbarazzante. “Diciamo la verità su Ama – incalza Conte – i trasporti prima non funzionavano“. La gaffe non è passata in secondo piano tanto che una residente che assiste al comizio dalla quarta fila grida: “Ao, a Peppì, se chiama Atac“.