Il rave party illegale nel viterbese, non ancora terminato, continua a scaldare gli animi. Mentre nuovi dettagli si aggiungono a un quadro già da brividi: un 24enne annegato nel lago, una seconda vittima non ancora confermata, diversi ragazzi ricoverati per coma etilico, due stupri e un giovane positivo al Covid-19. Durante la festa, sembra che sia stata partorita anche una bambina.

In un gruppo Facebook pubblico (Seguaci della Tekno) in molti si stanno confrontando su ciò che sta avvenendo al rave nei pressi del Lago di Mezzano, nel comune di Valentano in provincia di Viterbo. Le voci si rincorrono: c’è chi si lamenta dei video e delle foto pubblicate sui social. Mentre altri parlano di droghe, di cani abbandonati nei camper e nelle roulotte sotto il sole senza acqua né cibo, di alcuni animali ormai morti. 

La testimonianze

La sera in cui è morto il ragazzo, poco dopo la tragedia all’interno del rave, una donna ha partorito e ha dato alla luce una nuova vita” ha riferito all’Agi uno dei partecipanti al rave, che nel frattempo ha lasciato l’evento insieme ai suoi amici. “È arrivata l’ambulanza, credo che a essere nata sia stata una bambina”. 

Secondo le parole del giovane, la situazione all’interno del rave- una sorta di mini città con bar, servizi di vario tipo, pizzerie- pare sia tranquilla: c’è stata paura nei giorni successivi alla morte del ragazzo. “Sapevamo che sarebbe stato meglio evitare di fare il bagno nel lago, ci avevano avvisato due giorni prima dell’arrivo. La morte, ovviamente, sconvolge sempre tutti. Le persone dicevano ‘stacchiamo adesso o andiamo avanti anche nel rispetto di chi ha fatto tanti chilometri‘, perché’ c’erano delle persone dalla Finlandia, dalla Repubblica Ceca, dall’Andalusia“. 

La Procura ha aperto un’inchiesta

Intanto la Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte del 24enne, rinvenuto senza vita nelle acque del lago il 16 agosto, dove era stato visto immergersi la sera di Ferragosto. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. I magistrati sono in attesa dei risultati dell’autopsia disposta per accertare le cause del decesso.

Dalla Questura, secondo quanto riportato da Repubblica, fanno sapere che faranno il rave terminerà prima della data stabilita dagli organizzatori, ossia il 23 agosto, e che in molti stanno già abbandonando l’evento. Le forze dell’Ordine stanno controllando tutte le auto in uscita. Non tutti i partecipanti sono d’accordo però nel lasciarlo in anticipo. 

Ma le critiche per ciò che riguarda la gestione di quanto sta accadendo al confine tra Lazio e Toscana. L’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, parla di una situazione “fuori controllo, nessuna trattativa è possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento. Sottolineando inoltre che  “i servizi della Asl segnalano una situazione grave.

Sulla questione oggi è intervenuto anche il leader del Carroccio Matteo Salvini, che ha scritto in un tweet: “Nonostante un morto, l’appello di sindaco e cittadini e i rischi enormi per la sicurezza e la salute, da giorni migliaia di persone restano assembrate senza autorizzazione per un Rave nel Viterbese. E’ uno schiaffo al buon senso e agli italiani che rispettano le regole eppure il Viminale è immobile“, annunciando che la Lega presenterà un’interrogazione.

Danni all’ambiente 

Fare Ambiente Lazio ha denunciato, tramite un post pubblicato oggi su Facebook, i gravi danni ambientali e all’agricoltura causati dal mega rave party illegale. “Questa manifestazione illegale sta provocando danni gravissimi all’ambiente e all’agricoltura della zona – dichiara il presidente regionale di Fare Verde Silvano Olmi – sono stati installati sei palchi, alcune cucine da campo e vi sostano un migliaio di camper e roulotte. Inoltre, la musica a tutto volume e la massiccia presenza di automezzi e persone, disturba la fauna e crea gravi problemi al vicino Lago di Mezzano dove qualche giorno addietro è annegato uno dei partecipanti al Rave Party.”

Uno scenario che Olmi definisce ‘apocalittico’: “Quando se ne andranno – conclude Olmi – a noi non resterà altro da fare che contare i danni e spendere soldi pubblici per riparare lo sfregio fatto al territorio e all’ecosistema.”

 

Roberta Davi