Il premier Giuseppe Conte molla la presa sulla gestione ‘personale’ dei 209 miliardi di euro che l’Italia dovrebbe ricevere dall’Unione Europea come aiuti per il Coronavirus. Prende infatti corpo la cabina di regia per la gestione del Recovery fund. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, infatti, allo studio del governo c’è l’ipotesi di affidare la partita alla supervisione dei progetti da parte di Palazzo Chigi, ministero dell’Economia e ministero dello Sviluppo economico. 

Inoltre, è possibile che siano chiamati a coadiuvare il progetto sei esperti, uno per ogni cluster individuato dall’esecutivo nelle linee guida. Mentre resta da stabilire quale sarà l’apporto del Ciae (Comitato interministeriale per gli affari europei). Per quanto riguarda, invece, il ministro per gli Affari Ue, Enzo Amendola, a lui sarà il compito di fare da ‘ambasciatore’ con Bruxelles.

Secondo quanto si apprende da altre fonti, tra le ipotesi in campo ci sarebbe anche quella di permettere ai 6 esperti di avvalersi fino a circa 300 persone per collaborare al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.