Il dato da solo supera tutto il Nord, il Centro, e arriva a valere quasi la metà dell’intero Sud Italia: poco più di 2 milioni di percettori di reddito di cittadinanza in Campania, di cui 500 mila soltanto a Napoli. La pandemia riversa tutta la sua crudeltà sull’economia, fotografata nell’ultimo rendiconto sociale stilato dal comitato regionale Inps. Secondo il rapporto, molti di questi hanno perso il lavoro per via delle restrizioni per il contenimento del Coronavirus, e non hanno trovato nessuna alternativa al sussidio.

L’economia regionale è in ginocchio e a testimoniarlo c’è anche il dato sull’incremento dei sussidi di disoccupazione. “Dal 2009 al 2020 c’è stato un incremento del 320%”, spiega Maria Giovanna De Vivo, direttore regionale Inps. “Quest’anno – aggiunge – abbiamo visto meno occupati, meno giovani, meno donne, meno sostenibilità”. Aumenta anche l’indennità di disoccupazione, con 200mila richieste tra Avellino, Salerno, Benevento, Caserta. Insieme le quattro province fanno il fato raggiunto a Napoli e provincia: ben 182 mila, per un totale di 523 milioni. Il “reddito di emergenza” è stato invece erogato a 146mila persone.

C’è anche la cassa integrazione, in aumento del 720% nel solo 2020. Numeri considerevoli per Guglielmo Loy, presidente del consiglio di indirizzo e vigilanza Inps: “Il crescere continuo di domande del reddito di cittadinanza è il segnale che c’è un grande disagio. Quando è crollato tutto nella vita di tanti lavoratori, è rimasto sul campo l’unico sostentamento, il reddito. È un dato che colpisce molto, quello campano. L’Inps è il primo termometro dell’economia regionale”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.