È una ipotesi shock, quella del governissimo. L’accordo per un governo di salute pubblica – sarà il caso di chiamarlo così – mette oggi d’accordo solo una parte del centrodestra e Italia Viva, intorno al congelamento della legislatura con il cambio di vertice a Palazzo Chigi. Una ipotesi che Matteo Renzi al Riformista non conferma e non smentisce. «Sono chiuso in quarantena a Firenze – scherza – qui a casa mi sto dedicando alla scrittura del mio prossimo libro, La mossa del Cavallo. La mossa che negli scacchi porta il Cavallo a imprimere una svolta laterale, dopo aver fatto due passi avanti. E di mossa del cavallo si parlò con la crisi di governo estiva, quando la svolta fu quella di Conte, che mise da parte Salvini. Il leader leghista lo stimola: «Faccia la mossa del cavallo, coraggio» e poi – forse con il pensiero ricorrente agli sbarchi – parla di un “governo scialuppa” di otto mesi che traghetti il Paese verso le elezioni politiche anticipate.

Questo sarebbe, in realtà, quanto detto al presidente Mattarella durante un colloquio chiesto e ottenuto di gran carriera al Quirinale. Italia viva rispetta il silenzio raccomandato dal suo leader autoconfinato, visibilmente irritato dal fuorionda carpito al governatore lombardo, Attilio Fontana: «Renzi mi ha mandato un messaggio, dopo che ha visto che ho litigato con Conte. È così forte il suo odio per Conte…». Solo Davide Faraone fa trapelare che non di odio si tratta, ma della necessità di chiarimento, soltanto rimandata dall’emergenza.

«In settimana avevamo immaginato un incontro tra Renzi e Conte per capire se c’erano le condizioni per proseguire nella direzione di questo governo e soprattutto con quali contenuti. Abbiamo avuto più di qualche difficoltà sul tema economico, delle tasse e della legge di bilancio – ricorda Faraone – Così come sulle questioni sociali delle politiche attive del lavoro, su quota 100 e reddito di cittadinanza, sul tema della giustizia, su prescrizione e intercettazioni. Un po’ di problemi ci sono stati, bisogna comprendere attraverso un confronto tra il presidente del Consiglio e Renzi, che è semplicemente rimandato per via dell’emergenza che stiamo vivendo, se ci sono le condizioni per continuare così o se c’è bisogno di percorsi diversi».

«Quella di un altro governo è una ipotesi che non esiste», aveva detto la capo delegazione di Iv, Teresa Bellanova, intervistata da Massimo Giannini a Radio Capital, parzialmente confortata da Maria Elena Boschi: «Vogliamo chiudere le polemiche e aprire i cantieri. La legislatura andrà avanti fino alla scadenza». Eppure Salvini torna sul tema. «Non stiamo proponendo accordi a nessuno, ma è un fatto che oggi serva uno shock economico», ha detto quasi scandendo il rosario dei punti elencati da Renzi nel suo “piano shock”. E a chi gli fa notare la coincidenza replica: «Renzi è al governo. L’unico piano shock è mandare a casa Conte». Sul fronte scenari, invece, malgrado l’ipotesi di governo ‘elettorale’ sia stata respinta subito al mittente dall’alleata Giorgia Meloni, la quale ha ribadito che l’unica alternativa al Conte II per Fratelli d’Italia è il voto anticipato, nella Lega vi è la convinzione che in Parlamento vi siano i numeri per dare vita a questo esecutivo che Salvini immagina.

Brunetta, un mese dopo averne tracciato la rotta proprio al Riformista, ieri ha ripetuto la sua ricetta: «Ci sarebbero i numeri per un esecutivo con il centrodestra». E Tajani prova a fare qualche conto. «Se cade il Conte bis -ripete Tajani- ci sono le urne, a meno che non ci sia la possibilità di dar vita a un nuovo governo di centrodestra sostenuto dai ‘responsabili’ che si riconoscono nei nostri valori».  Difficilmente, la strada per far cadere Conte, però, può essere la mozione di sfiducia che Meloni propone. Renzi non la voterebbe mai. Altro nodo sono le condizioni che Salvini pone alla base della nascita di un governo con un altro premier, che divergono da quelle auspicate da Renzi. Pur nella consapevolezza che è difficile dare una scadenza preventiva a un governo, per il segretario leghista un eventuale nuovo esecutivo dovrà essere “a tempo”.

«Renzi vuole fare il governo con Salvini. Non sta dalla nostra parte», confida al Riformista il senatore Tommaso Cerno, che solo pochi giorni fa era dato per acquisito dalla formazione renziana. E rivela di lavorare a un soggetto «progressista e ecologista insieme con Fioramonti. Una ‘sesta stella’ che potrebbe dare sostegno al governo Conte, o più a lungo termine potrebbe portare aria nuova al progetto di Zingaretti, che ha detto di voler aprire il Pd». Il senatore Cerno non crede a un governo istituzionale. «I governi si fanno con la maggioranza che sai mettere insieme. Siccome con Salvini metti insieme solo il centrodestra, se vuoi fallo, ma chiamalo centrodestra». O maggioranza shock.