Nel giorno del suo compleanno Matteo Salvini torna a schierarsi contro qualsiasi ipotesi di un lockdown in Italia contro la nuova ondata di contagi da Coronavirus, dovuti alla presenza sempre più massiccia delle varianti, in particolare quella inglese.

Il leader della Lega, intervistata su Facebook da Annalisa Chirico nel giorno dei suoi 48 anni, che ironicamente ricorda come “coincide con quello dell’Inter, un problema che mi porto dietro da sempre”, torna a chiedere un “doveroso ritorno alla vita dove si può”, nonostante le indicazioni fornite oggi in Cabina di regia dal Comitato tecnico scientifico, che ha chiesto misure più restrittive contro l’aumento dei contagi.

Salvini si dice infatti “favorevole a intervenire dove la situazione è a rischio, non in Sardegna o dove non c’è aumento di contagi. No a interventi in modo generico, ma in modo chirurgico. Un lockdown nazionale sarebbe punitivo”. Il segretario del Carroccio quindi guarda in particolare ad una data, cerchiata in rosso sul calendario: “Ho incontrato gli imprenditori del settore fitness e piscine e hanno indicato la data del 7 aprile, giornata mondiale della salute, come data di riapertura delle palestre e delle piscine: sarebbe un bel segnale, me ne farò promotore”.

E sempre in tema di salute Salvini da una parte chiede un cambio di passo sulla campagna di vaccinazione, perché “il generale Figliuolo sicuramente non si occuperà di primule o mascherine cinesi”, ma il problema resta quello delle dosi: “Se non arrivano quelle promesse dall’Ue è bene andarle a cercare altrove. Bene ha fatto Draghi a bloccare l’export di vaccini, questo significa occuparsi del bene nazionale, significa buon senso e interessa nazionale. Prima gli italiani”, dice Salvini rispolverando il suo slogan. Ma ammiccando al popolo dei no-vax il numero uno della Lega parla di libertà come “principio non negoziabile” e per questo si dice “contro qualsiasi obbligo”.

Non sono mancati i passaggi più squisitamente politici, che faranno certamente discutere. Salvini infatti, accantonando la presunta svolta europeista arrivata con l’appoggio al governo di Mario Draghi, nega un passaggio in Parlamento europeo col Ppe, il Partito popolare che nei giorni scorsi ha visto uscire i populisti ungheresi di Orban. Proprio col leader di Fidesz Salvini sta lavorando per un ‘rassemblement’: “Stiamo lavorando per creare un nuovo gruppo europeo, sono in contatto con i polacchi, gli ungheresi”. I polacchi sarebbero invece gli eurodeputati di Diritto e Giustizia (PiS), partito di estrema destra al governo in Polonia ma che al momento siede nel gruppo Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei, assieme a Fratelli d’Italia.

L’ingresso nei popolari europei, già casa di Forza Italia, “non è all’ordine del giorno – spiega Salvini – serve qualcosa di nuovo: un certo tipo di Europa non è in grado di rispondere alle emergenze. Lo si è visto con il caos sui vaccini”.

 

 

 

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia