Meno male che nell’incontro “segreto” di ieri avevano firmato una pace, o quantomeno una tregua, nel nome del governo Draghi e dell’emergenza Coronavirus, sia quella che sanitaria che quella economica. 

A neanche 24 ore dall’incontro tra Matteo Salvini e Nicola Zingaretti scoppia invece una nuova polemica tra i due segretari di Lega e Partito Democratico. Lo scontro nasce della parole pronunciate dall’ex ministro dell’Interno ospite di “L’aria che tira” su La7. 

A Salvini, reduce dalla svolta europeista nel nome di Draghi, viene chiesto se la scelta dell’euro a questo punto è irreversibile, tema sensibile per una buona fetta della Lega. “C’è solo la morte di irreversibile, per fortuna. Siamo nelle mani del buon Dio”, la risposta di Salvini, che poi paradossalmente invita a far “prevalere i punti di unione, non quelli di disunione. Oggi mi tengo per me le mie simpatie e le mie antipatie”. “Sono diventato europeista? Il mio obiettivo resta portare più Italia in Europa“, ribadisce ancora il ‘Capitano’.

Parole che non vanno giù a Zingaretti, che da Twitter interviene nel merito: “L’Euro e l’Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell’Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo“, scrive sui social il segretario Dem. 

L’INCONTRO DI IERI – Il colloquio tra i due leader alla fine di una giornata molto tesa, esplosiva, per via delle polemiche sulla proroga della chiusura, con un’ordinanza in extremis, degli impianti sciistici. Proprio sul tema le Regioni e i ministri della Lega hanno chiesto indennizzi, oltre che ristori, e criticato altamente l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.

Salvini, da domenica a ieri, ha criticato nell’ordine Speranza, chiesto un cambio di passo alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, ha incitato a sostituire il commissario all’emergenza Domenico Arcuri con Guido Bertolaso. “Matteo non vuole fare il Pierino della situazione, ne correggere la linea del governo Draghi: la vuole proprio indirizzare, condizionare”, dice una fonte vicina al senatore a Repubblica. Le dichiarazioni pubbliche dicono altro.

A questo punto si parla di incontri tra i leader come camere di compensazione per la larghissima maggioranza. Primo tentativo riuscito, a quanto pare. Fonti della Lega parlano di “spirito collaborativo”. Non è escluso che l’inedito faccia a faccia non abbia riguardato anche la durata della legislatura.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.