Doveva restare segreto e invece è trapelato, l’incontro tra il segretario della Lega e quello del Partito Democratico. Si sono incontrati alla Camera, Matteo Salvini e Nicola Zingaretti. Un confronto di circa 30 minuti. Lungo le settimane di trattative per il governo erano stato sollevati, si era vociferato, erano emersi più o meno credibili veti incrociati tra i due partiti agli antipodi. A questo punto, invece, emerge un clima di “collaborazione”. Il governo Draghi ha archiviato, o quantomeno sospeso, la stagione del “mai con”.

A intercettare il leader del Carroccio è stato il Fatto Quotidiano. Salvini ha confermato: “Incontro tutti i segretari di maggioranza. Abbiamo parlato di lavoro, del blocco dei licenziamenti, prevenire è meglio che curare. Devo sentire anche i Cinquestelle, Forza Italia, Renzi, perché dobbiamo lavorare insieme”. E quindi ha anticipato che presto parleremo “con le parti sociali”. Nessun commento invece da parte del Nazareno, quartier generale dei dem.

Il colloquio tra i due leader alla fine di una giornata molto tesa, esplosiva, per via delle polemiche sulla proroga della chiusura, con un’ordinanza in extremis, degli impianti sciistici. Proprio sul tema le Regioni e i ministri della Lega hanno chiesto indennizzi, oltre che ristori, e criticato altamente l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Salvini, da domenica a ieri, ha criticato nell’ordine Speranza, chiesto un cambio di passo alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, ha incitato a sostituire il commissario all’emergenza Domenico Arcuri con Guido Bertolaso. “Matteo non vuole fare il Pierino della situazione, ne correggere la linea del governo Draghi: la vuole proprio indirizzare, condizionare”, dice una fonte vicina al senatore a Repubblica. Le dichiarazioni pubbliche dicono altro.

A questo punto si parla di incontri tra i leader come camere di compensazione per la larghissima maggioranza. Primo tentativo riuscito, a quanto pare. Fonti della Lega parlano di “spirito collaborativo”. Non è escluso che l’inedito faccia a faccia non abbia riguardato anche la durata della legislatura.

A Palazzo Chigi intanto Draghi ha incontrato il ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao e il capo della Polizia Franco Gabrielli. Domani il discorso al Senato, giovedì la fiducia anche alla Camera, dove il Premier traccerà la via della collaborazione. Un discorso breve, a quanto pare, con i pilastri dell’unità, della coesione e della partecipazione, e poi l’atlantismo, l’europeismo e l’ambiente. Le emergenze della pandemia e della crisi economica e le riforme della Giustizia e della Pubblica Amministrazione da affrontare. Potrebbe chiudersi rapidamente anche la partita dei sottosegretari, 40 le deleghe da assegnare. Probabile l’utilizzo nuovamente del manuale Cencelli, come successo con l’esecutivo. L’ipotesi, scrive l’Ansa, è di 12 sottosegretari vadano al M5s, 8 alla Lega, 6 o 7 a Pd e Fi, 1 o 2 a Iv o Leu.

Vito Califano