La Lega vuole il Viminale ma “le frasi attribuite a Salvini dalla sinistra e dai suoi giornali sono totalmente false”. In una nota il Carroccio smentisce presunti dissidi tra Giorgia Meloni e il segretario leghista dopo il vertice di ieri a Montecitorio durato poco meno di un’ora.

”Ieri ha smentito presunti virgolettati Giorgia Meloni, oggi smentisce Matteo Salvini, domani a chi toccherà?” si legge in un comunicato stampa della stessa Lega in riferimento al presunto ultimatum di un appoggio esterno al governo Meloni nel caso in cui non dovesse essere affidato al partito del ‘Capitano’ il ministero dell’Interno. “Le frasi attribuite” a Salvini “nei retroscena odierni sono totalmente false: il centrodestra ha stravinto le elezioni e governerà bene e senza spaccature per i prossimi anni. La sinistra e i suoi giornali si rassegnino: ieri Salvini e Meloni hanno parlato serenamente di come affrontare i problemi del Paese”.

Una nota che prova a rasserenare gli animi e ad allontanare le divergenze nel centrodestra in vista della formazione del nuovo governo. Tuttavia il problema Viminale resta più caldo che mai. Salvini punta al ministero dell’Interno così come ha lasciato intendere in un tweet pubblicato ieri e dal contenuto inequivocabile: “Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell’ordine in Italia“.

Fratelli d’Italia non è però convinta di rispedire Salvini alla guida del Viminale: l’eventuale candidatura potrebbe infatti trovare l’opposizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sarebbe poco gradita anche all’Unione Europea. Significherebbe iniziare una nuova legislatura con un segnale inequivocabile di rottura rispetto alle politiche comunitarie.

Ma dalla Lega, nonostante le rassicurazioni sull’incontro di ieri, insistono. “Salvini al Ministero dell’Interno ha dimostrato di saper gestire la situazione, ha dimostrato che le cose possono cambiare e si può fare bene” dichiara la senatrice del Carroccio Elena Murelli, intervenuta ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ condotta da Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Non è difficile immaginare eventuali ritorsioni politiche se il ministero dell’Interno non dovesse essere affidato al segretario leghista. Chiarissime in tal senso le parole della stessa Murelli: “Quello che è certo è che alla sicurezza deve esserci qualcuno della Lega, abbiamo dimostrato di saperlo gestire bene. Smentisco comunque la ricostruzione che se non danno il ministro dell’Interno a Salvini ci sarà solo un appoggio esterno”. Poi Murelli ribadisce il ritornello delle ultime ore dopo l’incontro con Fratelli d’Italia: “Si è parlato della squadra di governo in modo molto chiaro e collaborativo. Non vedo tutte le problematiche che vengono dette solo per attaccarci. Anche in campagna elettorale ci siamo confrontati con FDI sullo scostamento di bilancio, loro sono più cauti, ma cerchiamo di capire prima di tutto i numeri”.

Quanto al calo dei voti al nord, “è arrivato il messaggio che dobbiamo ripartire dai territori, dai nostri militanti. Noi siamo forti dove amministriamo. Ci sono invece altri territori dove abbiamo limitato la partecipazione e lì abbiamo perso voti”. Comunque, conclude Murelli, “la leadeship di Salvini non è in discussione, è uscita dal federale”.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.