Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti nel suo celebre ‘Palombella rossa’. Un film che forse negli ambienti della Lega non hanno mai visto se nel commentare l’invasione russa dell’Ucraina, con il via libera nella notte italiana alle operazioni militari da parte di Vladimir Putin, vengono utilizzate parole che sanno di condanna “all’acqua di rose”.

Una nota dal sapore blando in cui il Carroccio di Matteo Salvini “condanna con fermezza ogni aggressione militare, l’auspicio è l’immediato stop alle violenze”, oltre a garantire “sostegno a Draghi per una risposta comune degli alleati”.

E il ruolo di Vladimir Putin e la Russia? Nella ‘condanna’ della Lega non c’è spazio per il leader del Cremlino. Una questione non di poco conto che fa notare il Partito Democratico, con Emanuele Fiano che chiede a Salvini di prendere una posizione netta e chiara nel condannare le violenze di Mosca: “Non è certo questo il momento di condanne generiche. Forse qualcuno non si rende bene conto della gravità di quanto sta accadendo in Ucraina. Bisogna condannare senza se e senza ma l’aggressione decisa da Putin. Una volta tanto anche Salvini dovrebbe essere chiaro e netto su questo senza tentennamenti”.

Salvini quindi risponde da Radio libertà, l’ex Radio Padania, dove passa al contrattacco: “Se qualcuno usa per polemica politica italiana, per beghe quella che è una tragedia dimostra di essere un piccolo uomo. C’è una guerra in corso, ci sono missili, ci sono attacchi, quindi bisogna unirsi per fermare questa tragedia il prima possibile. Se qualcuno la usa in chiave interna, per equilibri di maggioranza e cose del genere è veramente fuori dal mondo”.

Soltanto in tarda mattinata, in una conferenza stampa a Montecitorio, l’ex ministro ormai in difficoltà anche dal punto di vista mediatico prendere una posizione più chiara. “Chi sgancia i missili? Non io, la Russia. La Russia è in torto? Sì, è evidente”, spiega Salvini che quanto alle accuse del Pd reagisce così: “Non so, mi do fuoco in pubblica piazza… Più che condannare e lavorare per la pace, pregare. Ho chiamato anche alcuni esponenti dei vertici del Vaticano”.

Un riposizionamento arrivato anche dopo il ‘superamento’ nella condanna delle violenze russe anche da parte di Giorgia Meloni. Questa mattina il leader di Fratelli d’Italia sui social aveva definitoinaccettabile” l’attacco bellico “su grande scala della Russia di Putin contro l’Ucraina. “L’Europa ripiomba in un passato che speravamo di non rivivere più. È il tempo delle scelte di campo. L’Occidente e la comunità internazionale siano uniti nel mettere in campo ogni utile misura a sostegno di Kiev e del rispetto del diritto internazionale”, è stata la posizione espressa sui social dalla Meloni.

Redazione