Il provvedimento per le due tifoserie
Scontri al derby di Torino, trasferte vietate per 10 giornate ai tifosi di Juventus e Torino
La decisione è stata presa dal Ministero dell’Interno dopo gli scontri del 24 maggio
Niente trasferte per i tifosi di Juventus e Torino per le prime dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. E’ questa la disposizione ufficializzata dal Ministero dell’Interno dopo i disordini avvenuti nel derby del 24 maggio scorso, dove un tifoso bianconero è rimasto gravemente ferito. Il provvedimento prevede dunque la chiusura del settore ospiti degli stadi dove le due compagini torinesi giocheranno fino a novembre, oltre che il divieto di vendita dei biglietti per i residenti in Piemonte di entrambe le tifoserie. I tifosi bianconeri salteranno le trasferte di Frosinone, Sassuolo, Cagliari e Genoa, mentre i granata non visiteranno gli stadi di Sassuolo, Fiorentina, Bologna, Parma e Frosinone.
I tifosi del Torino erano già stati oggetto di alcune restrizioni nella stagione appena conclusa a causa degli episodi avvenuti in occasione di Torino-Verona dell’11 aprile scorso, dopo i quali erano state vietate le trasferte di Cremona e Udine. L’attuazione del provvedimento sarà affidata di volta in volta ai prefetti delle Province interessate dagli incontri. Al momento non è ancora chiaro se le trasferte riguardino anche le amichevoli estive.
I fatti del derby
Un paio d’ore prima dell’inizio del derby della mole del 24 maggio, valido per l’ultima giornata del campionato 2025-2026, alcuni tifosi bianconeri erano entrati in contatto con le forze dell’ordine schierate per evitare eventuali scontri tra le tifoserie. In questi istanti di tafferugli, è rimasto ferito un tifoso juventino, Marco Basoccu, presumibilmente colpito alla testa e trasportato d’urgenza all’ospedale in codice rosso. La partita era poi iniziata a curve vuote per la protesta delle due tifoserie nei confronti del fatto antecedente al match. Qualche giorno fa il 36enne ha poi lasciato l’ospedale Molinette di Torino dove si trovava in uno stato di coma, affermando di non ricordare nulla di quello che era successo.
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