La pandemia legata al Covid-19, il virus che ha già provocato oltre 500mila decessi e 10 milioni di casi a livello globale, non sarà l’ultima, anzi. Una nuova minaccia si profila all’orizzonte è arriva ancora una volta dalla Cina, dove è scoppiata originariamente l’epidemia di Sars-Cov-2.

Ricercatori britannici e cinesi, un gruppo coordinato da George Gao e Jinhua Liu, rispettivamente delle Università agrarie di Pechino e Shandong, con la partecipazione dei Centri cinesi per il controllo delle malattie (Cdc China). hanno infatti individuato un nuovo ceppo di influenza suina, denominato G4 EA H1N1, che ha il “potenziale” per scatenare una nuova pandemia. Il virus in particolare, veicolato dai maiali, può infettare l’uomo e il timore del team di ricercatori che l’ha scoperto è che possa mutare e diffondersi più facilmente da persona a persona, col rischio di scatenare una nuova pandemia.

L’allarme è stato lanciato su ‘Proceedings of National Academy of Sciences‘: pur non essendo attualmente un problema immediato, i ricercatori hanno lanciato un appello per un “attento monitoraggio” dei lavoratori del settore, per non farsi trovare impreparati. Ad oggi i ricercatori hanno già scoperto le prove di una recente infezione in alcune persone che lavorano nell’industria dei suini e della macellazione in Cina, anche se la per ora la diffusione non ha rappresentato una grande minaccia.

Il problema, evidenzia Kin-Chow Chang, ricercatore presso la Nottingham University nel Regno Unito, è che gli attuali vaccini antinfluenzali non sembrano proteggere contro questo virus. Intervistato dalla Bbc Chang ha spiegato che “in questo momento siamo distratti dal coronavirus, e giustamente. Ma non dobbiamo perdere di vista nuovi virus potenzialmente pericolosi”, sottolineando come questo nuovo virus “non va ignorato”.

L’ultima ‘influenza suina’ del 2009, il virus chiamato A/H1N1pdm09, non è risultato per fortuna letale quanto si temeva: in molti infatti aveva già sviluppato una sorta di immunità a causa della somiglianza del virus con altri patogeni già circolati in precedenza

Per Giorgio Palù, esperto di Malattie infettive dell’Università di Padova, “la ricerca un lavoro atteso e importante, un monitoraggio importantissimo per allestire con grande anticipo un vaccino nel caso in cui virus si espandesse”, ha spiegato in una intervista all’Ansa. Secondo l’epidemiologa Stefania Salmaso, che nel 2009 ha seguito la pandemia di influenza a capo del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), la nuova scoperta in Cina “non è è una notizia che crea preoccupazione – dichiara all’Ansa -, ma riporta al discorso delle minacce salute umana dal mondo animali e che ci riporta all’importanza di avere un aggiornamento dei piani pandemici”.