“Sono assolutamente favorevole alla scorta a Liliana Segre“. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in relazione alle polemiche nate dopo l’assegnazione della scorta alla senatrice a vita Liliana Segre. “Se la polizia ha fatto questa scelta vuol dire che era necessaria. È una sconfitta, ogni scorta è una sconfitta, perché c’è qualche cretino che pensa di sostenere le sue idee con la violenza invece che con il pensiero”, ha precisato Salvini a margine dell’EICMA di Milano.

“È chiaro che si deve utilizzare il meno possibile, perché ovviamente ti toglie un pezzo di libertà. E io ne so qualcosa, quindi spero che sia lo stretto necessario”, ha concluso Salvini, che poi – incalzato dai giornalisti – ha negato di aver incontrato Segre. “Lo smentisco. Io amo la riservatezza. Quando facciamo l’incontro, lo annunciamo”.

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“Io ho appena ricevuto un proiettile e non piango”, ha poi aggiunto l’ex vicepremier che torna sul paragone fatto qualche giorno fa subito dopo aver appreso la notizia della scorta alla senatrice. “In un paese civile – ha continuato Salvini – non dovremmo rischiare niente né io né Liliana Segre”.

Il leader della Lega riserva poi l’ennesimo attacco a Balotelli, ridimensionando gli ululati di Verona, pensiero già ribadito, anche in questa circostanza, nei giorni scorsi. “Povero innocente Balotelli, povera stellina. Una persona così posata ed educata. Condanno ogni gesto di violenza e di razzismo, però preferisco in campo altri a Balotelli. Potrò? È un ragazzo con le spalle larghe”. Queste le parole di Salvini, a margine dell’Eicma a Milano, incalzato dai cronisti sull’episodio di razzismo contro l’attaccante allo stadio Bentegodi di Verona. La polemica sul caso di Verona è eccessiva? “Direi proprio di sì – conclude Salvini – L’Italia ha altri problemi rispetto a Balotelli”.