Torna a suonare la campanella nelle scuole italiane che ripartono a oltre sei mesi di distanza dall’emergenza coronavirus. Questa mattina, lunedì 14 settembre, ritornano in classe oltre 5,6 milioni di alunni. Sette regioni (Friuli, Campania, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna) ripartiranno invece nelle prossime settimane.

PROTESTE A MILANO – All’esterno di numerosi licei di Milano sono stati esposti diversi striscioni di protesta.  “Bentornati/e! (..ma come?’). “Siamo tornati (…ma come?)”. E’ quanto si legge dall’Agnesi al Manzoni, dal Berchet al Tito Livio, dal Vittorio Veneto al Vittorini, firmati dai collettivi delle scuole o da Rsm, la Rete degli studenti di Milano. Gli studenti protestano contro le regole decise dal governo per la riapertura delle scuole che vietano momenti di socialità come l’intervallo e, per questo, hanno indetto anche una manifestazione che si terra’ il 25 settembre.

“Gli studenti hanno tanta voglia di tornare in classe e riappropriarsi della socialità. Questo sarà un anno complesso, lo sappiamo, ma abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà se ognuno farà responsabilmente la propria parte. Essere a Vò è un segnale importante per un territorio che ha sofferto ma che non ha mai abbandonato gli studenti. Sarà una bellissima giornata”. Così la Ministra Lucia Azzolina, stamani, ad Unomattina, augurando buon anno scolastico a studenti e studentesse.

“E’ un giorno di festa. Significa che il lockdown è davvero finito. Che la nostra comunità ha riconquistato la libertà più importante. La scuola è istruzione e socialità. Ai genitori chiedo di trasmettere serenità ai loro figli e di condividere con loro questo giorno di festa. Agli studenti chiedo di darci una mano, di pensare che soprattutto in questa stagione la libertà è responsabilità. Al personale scolastico voglio dire semplicemente grazie. Per quello che hanno fatto e per quello che faranno”. Così a La Repubblica Domenico Arcuri, commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza Covid-19.

“Il virus è ancora tra noi. Ormai, dopo i frizzi e i lazzi estivi di alcuni, ne siamo consapevoli tutti – afferma -. E allora qualche contagio arriverà anche nelle scuole, come in tutti i Paesi che hanno già riaperto. Non dovremo alimentare panico inutile, ma garantire la massima sicurezza alla comunità scolastica e alle famiglie dei ragazzi. I nostri scienziati hanno definito regole e protocolli. Noi dovremo mettere le scuole in condizione di applicarli. E i servizi sanitari di prevenzione ed i dirigenti scolastici dovranno farlo nel minor tempo possibile”.

Poi aggiunge: “L’Italia partecipa allo sviluppo di alcuni vaccini europei. Inoltre, stiamo da tempo ed in silenzio lavorando ad alcuni importanti investimenti italiani. Tra poche settimane annunceremo i primi due: in Reithera, che sta sperimentando un vaccino promettente e in, TLS, leader nello sviluppo degli anticorpi monoclonali. Ne sosterremo gli sviluppi successivi. Vogliamo essere i primi ad usare le loro dosi e soprattutto lasciare all’Italia una piattaforma di ricerca e sviluppo più competitiva di quella che abbiamo trovato”.