Le scuole riaprono a settembre, ma non per tutti. A dirlo è il ministro dell’Università Gaetano Manfredi che indica febbraio 2021 come data ultima per il ritorno alla normalità tra i banchi.
“Si torna in aula a settembre, ma non torneranno tutti gli studenti. Gli stranieri avranno difficoltà a frequentare in Italia e probabilmente ci saranno ancora limitazioni agli spostamenti anche per i fuori sede. In più, in alcune università ci possono essere alcuni problemi di affollamento, che non consentono a tutti di poter frequentare. A settembre alcuni continueranno a seguire a distanza. A febbraio si potrà tornare alla normalità, con la presenza di tutti gli studenti”.
Il ministro, intervenendo a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital, sottolinea l’importanza di mediare tra il necessario ritorno in presenza con le misure di sicurezza imposte dalla pandemia.
Quanto al problema del digital divide, il ministro spiega: “Non riguarda solo l’università e rappresenta un grande limite per un paese moderno”. La priorità “è la connessione a banda larga in tutto il Paese“. Poi c’è l’aspetto della qualità della didattica a distanza: “Non è la stessa cosa della didattica in presenza ma può essere una modalità integrativa. Dobbiamo pensare a una visione più moderna della formazione. Non dobbiamo aver paura del cambiamento”.
Sul tema della ricerca, Manfredi ha spiegato che “tra Milleproroghe e decreto Rilancio abbiamo già finanziato un piano importante con 6mila posizioni di ricercatore che ci saranno tra quest’anno e il prossimo. Poi c’è un finanziamento da 550 milioni per un piano di ricerca nazionale e nell’ambito del Recovery Fund c’è uno spazio importante dedicato alla ricerca applicata. La pandemia rappresenta una grande transizione digitale e verde, e dobbiamo essere capaci di coglierla, per evitare danni economici oltre che sanitari”.