“Ho appena firmato un nuovo Dpcm, dal 12 giugno riprendono gli eventi e le competizioni sportive a porte chiuse, anche la Coppa Italia di calcio, per intenderci, senza presenza di pubblico come previsto dai protocolli”. Sono le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto in una breve conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Il nuovo Dpcm prevede un ulteriore allentamento delle misure restrittive per il Covid-19. Il coronavirus è ancora il ‘nemico invisibile’, ma i dati sull’evoluzione del contagio permettono al governo di proseguire con il programma di ripresa delle attività sociali ed economiche. Ecco quali sono le principali misure previste dal 15 giugno.

DISCOTECHE – Dal prossimo 15 luglio si riaccenderanno le luci stroboscopiche e la musica, sia all’aperto che al chiuso. Il nuovo decreto del presidente del Consiglio, infatti, consente la riapertura delle “attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi“. Ma “le Regioni e le Province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi”.

In un primo momento, con le prime bozze del Dpcm circolate tra i giornali, la data prevista era il 15 giugno, spostata poi dal premier di un mese.

PARCHI PUBBLICI – Tornano i bambini sugli scivoli e le altalene. Da lunedì è consentito “l’accesso ai minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura” che potranno divertirsi nelle “aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia”.

SPORT – Da domani via libera ad “eventi e le competizioni sportive – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali”, che “sono consentiti a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione Sportiva, al fine a prevenire o ridurre il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano”. Restano a porte chiuse “anche le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, nel rispetto dei protocolli”.

TORNA IL ‘CALCETTO’Dal 25 giugno sarà “consentito lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle Regioni e Province autonome che abbiano preventivamente accertato, d’intesa con il ministero della Salute e dell’Autorità di Governo delegata in materia di sport, la compatibilità delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori, in conformità con le linee guida di cui al periodo precedente per quanto compatibili”.

Nella bozza di Dpcm era circolata nel pomeriggio la data della ripresa indicata era in realtà il 15 giugno, mentre in quella finale vi è stato lo spostamento di 10 giorni, facendo così una scelta di maggiore prudenza.

SALE SCOMMESSE – Ripartono “le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo possono essere svolte a condizione che le Regioni e le Province Autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

STOP A PAESI EXTRA-SCHENGENFino al 30 giugno, “restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli” che sono “membri dell’Unione europea; fanno parte dell’accordo di Schengen; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano”, e “a decorrere dal 16 giugno 2020, Albania, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del nord, Serbia”, salvo “che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.