Torna una donna alla guida della Corte Costituzionale a tre anni di distanza dall’esperienza di Marta Cartabia. La nuova presidente è la giuslavorista Silvana Sciarra, 74 anni, originaria di Trani. I voti favorevoli sono stati 8 su 15. In lizza con lei c’erano Daria De Pretis e Nicolò Zanon. Proprio gli altri 7 voti sono andati alla De Petris. Dunque una Corte spaccata, a differenza delle votazioni che elessero alla guida della Consulta Cartabia, Amato, Coraggio, Lattanzi. Come primo atto da presidente, Silvana Sciarra ha confermato come Vicepresidenti Daria de Pretis e Nicolò Zanon. Sciarra, prima donna eletta dal Parlamento come Giudice presso la Corte costituzionale italiana, ha iniziato il suo mandato nel novembre 2014, dopo aver ricoperto il ruolo di Professore ordinario di Diritto del Lavoro e Diritto Sociale Europeo presso l’Università di Firenze e l’Istituto Universitario Europeo.

È Professore Emerito nell’Università di Firenze. Succede a Giuliano Amato, di cui è stata vicepresidente. Il suo mandato scadrà a novembre del 2023. Alla fine dello scorso anno il suo nome era stato proposto da Giuseppe Conte quale possibile nuovo Presidente della Repubblica. Dopo l’elezione ha incontrato la stampa: dimentichiamo lo stile Amato, la neo Presidente ha fatto capire che, pur tenendo molto alla comunicazione della Corte – più volte ha ringraziato Donatella Stasio -, la sua sarà molto più ingessata e moderata rispetto a quella del predecessore, che ci aveva abituato, da abile politico qual è, ad affrontare senza filtri i temi che gli venivano sottoposti. Noi abbiamo sottoposto e letto alla neo presidente un passaggio di un articolo del costituzionalista Andrea Pugiotto, firma autorevole di questo giornale che sul tema dell’ergastolo ostativo, tra l’altro, scriveva qualche mese fa: “Un terzo rinvio priverebbe per sempre di qualsiasi credibilità i moniti rivolti al legislatore, rivelando che la prima a non prenderli sul serio è la stessa Consulta”. Insomma avremmo voluto sapere se c’è un limite che la Corte Costituzionale si pone nel concedere al Parlamento nuovo rinvii per riscrivere una legge dichiarata incostituzionale, come quella sul fine pena mai.

La presidente, ci dispiace dirlo, ha eluso la nostra richiesta: “Ho letto l’articolo di Pugiotto ma non posso esprimermi, sarà il collegio sovrano a prendere questa decisione”. Non abbiamo chiesto un anticipo della decisione, ci mancherebbe. Avremmo voluto una riflessione sulla collaborazione tra Corte e Parlamento. Speriamo che la Consulta tenga conto il prossimo 8 novembre (entro questa data il Parlamento dovrà portare a termine la modifica dell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario per evitare un possibile intervento dei giudici costituzionali che spazzi via definitivamente la norma) del fatto che da un controllo effettuato tra i resoconti della Commissione giustizia del Senato è emerso che dalla data del 10 maggio, ossia da quanto la Consulta ha concesso il secondo rinvio, a Palazzo Madama si sono susseguiti solo rinvii nelle poche sedute – meno di dieci – tenute sul tema. Dunque nessun passo avanti. Difficile poi che l’8 novembre il nuovo Parlamento emanerà una legge. E ci troveremo pure, molto probabilmente, con un Governo guidato da partiti per i quali “certezza della pena è certezza del carcere”.

Comunque, tornando alla giornata di ieri, l’elezione di Sciarra ha raccolto pareri trasversalmente positivi. “Un grande augurio di buon lavoro alla neo eletta Presidente della Corte Costituzionale Silvana Sciarra”, ha scritto su twitter il segretario del Pd Enrico Letta. Plauso ovviamente, visto il precedente, da Giuseppe Conte: “A Silvana Sciarra, nuova Presidente della Corte Costituzionale, auguri di buon lavoro dal @Mov5Stelle. La sua riconosciuta competenza costituisce sicura garanzia per l’esercizio di un ruolo istituzionale fondamentale per gli equilibri del Paese”. Soddisfazione anche da parte di Forza Italia, con il sottosegretario Francesco Paolo Sisto: “Autorevolissima giurista pugliese, laureatasi a Bari, nella nostra cara Università, onorerà al meglio con la sua competenza e il suo equilibrio l’importante incarico a cui è chiamata. È motivo di vanto per i cittadini della Puglia poter contare sulla sua figura al vertice di un organismo che presidia il rispetto della nostra Carta costituzionale”. “Una bella notizia: la Corte Costituzionale ha una nuova presidente, Silvana Sciarra. Congratulazioni e molti auguri di buon lavoro”, ha dichiarato la ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti.

Pure il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma ha osservato “con favore il fatto che per la seconda volta sia stata chiamata una donna al vertice dell’autorevole Istituzione. Giuslavorista di elevato spessore, è stata tra i giudici costituzionali che con grande sensibilità hanno partecipato nel 2018 alla memorabile esperienza di incontro con le persone detenute, documentata in Viaggio in Italia. La Corte costituzionale nelle carceri, progetto che aveva visto l’attiva collaborazione dello stesso Garante nazionale. In quell’occasione, la Presidente Sciarra aveva mostrato grande attenzione al tema del lavoro in carcere, questione di cruciale importanza”.