È morta mentre suo padre la stringeva tra le braccia del padre la piccola Iman Mahmoud Laila una bambina di solo un anno e mezzo. A denunciarlo il Syria Network for Human rights. Poche ore prima è morto, anche lui di freddo, Abdul, un neonato di poche settimane soltanto. Una tragedia umanitaria che si sta perpetrando nei campi profughi di Idlib. Una provincia in mano ai ribelli che da settimane vive sotto le bombe dei caccia di Mosca e dei cannoni dell’esercito del regime di Damasco.

La famiglia di Iman è tra le centinaia che stanno sfuggendo dalla regione per salvarsi la vita. La piccola è morta all’alba mentre il padre, correndo a piedi, cercava di raggiungere l’ospedale di Afin. La famiglia aveva trovato rifugio nel villaggio di Ma’rata in un centro per sfollati nella provincia di Aleppo. Dormivano insieme in una tenda di fortuna sotto le forti nevicate di questi giorni. Troppo freddo e Iman non ce l’ha fatta.

In quelle rigide condizioni Iman aveva preso la bronchite. Il padre vedendo la piccola peggiorare l’aveva avvolta in una coperta e tentato una disperata corsa verso l’ospedale. Quando è arrivato la piccola era già morta assiderata. Migliaia di persone stanno fuggendo dalle bombe affrontando temperature che scendono anche sotto gli 11 gradi. Per l’Onu dal primo dicembre sono 800mila le persone in fuga, di cui l’80% sono donne e bambini. Non ci sono rifugi caldi e sicuri per le famiglie e i morti auumentano disperatamente. Pochi giorni fa un’intera famiglia è morta intossicata dai gas di una stufa accesa sotto una tenda.