“Gli occhi del mondo – sono puntati – su di noi”. La situazione è “tesa” e “le giuste decisioni che prenderemo qui oggi aiuteranno ad alleviare – le preoccupazioni – nella regione – di Idlib – e nei nostri Paesi”. Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan durante il colloquio con l’omologo russo Vladimir Putin in corso a Mosca. Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan è partito dall’aeroporto internazionale Asen Buga nella capitale Ankara diretto a Mosca per incontrare il suo omologo Vladimir Putin per discutere della crisi siriana. Erdogan è accompagnato dai ministri degli Esteri e dell’Economia e dal capo dell’intelligence turca Hakan Fidan. “Nessuno, comprese le forze del regime siriano, era a conoscenza della posizione dei soldati turchi uccisi nell’attacco di Idlib”. Ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel corso del colloquio, in riferimento al raid in cui hanno perso la vita più di trenta militari turchi nel territorio siriano. Per affrontare la situazione grave sono necessari “colloqui personali e diretti” con la Turchia“, ha aggiunto Putin. “Le forze siriane di Assad hanno subito gravi perdite a Idlib”. Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto le condoglianze al suo omologo turco Erdogan per i soldati turchi uccisi a Idlib, in Siria. A riportarlo è l’agenzia turca Anadolu.

Intanto continua l’escalation di attacchi in Siria. Almeno 15 civili tra cui un bambino e sei donne sono rimaste uccise nel raid aereo dell’aviazione russa che ha preso di mira un raduno di sfollati vicino alla città di Maarat Misrin nella campagna di Idlib in Siria. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Inoltre, la Turchia invierà al confine con la Grecia 1.000 agenti delle forze speciali di polizia per evitare il respingimento dei migranti da parte di Atene. A riferirlo è il ministro dell’Interno turco Suleyman Soylu citato dall’agenzia Anadolu. La Turchia ha “neutralizzato 184 soldati” delle forze governative siriane di Bashar al-Assad. Nelle ultime 24 ore, sono stati distrutti dalle forze turche anche 4 carri armati, 5 cannoni, 3 armi anticarro, 8 veicoli militari, 2 pick-up armati e 2 blindati.

LA NOTA DELL’ANPI – Anche in Italia non sono mancate le reazione per la tragica escalation in Siria, che sta tenendo l’Europa con il fiato sospeso. Con una nota ufficiale Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi ha volto uno sguardo preoccupato verso la situazione siriana scrivendo: “Quello che sta succedendo ad Idlib, città siriana, e al confine greco-turco è una indicibile vergogna mondiale, un atto di lesa umanità. L’intera responsabilità politica e morale ricade sul presidente turco Erdogan, che ha invaso e occupato il territorio della Siria cacciandone i curdi, e ha aperto le frontiere verso la Grecia, cioè verso l’Europa, sollecitando la migrazione di decine di migliaia di civili siriani stremati dalla guerra. Fra gli altri, ne fanno le spese i bambini che muoiono di freddo, di bombe e di ogni altra forma di violenza. Erdogan sta perseguendo cinicamente un sogno neoimperiale e dimostra a tutti lo scempio a cui porta il moderno nazionalismo. Altro che ingresso della Turchia nell’UE! Si alzi finalmente unita la voce dell’UE che non può e non deve accettare il nuovo ricatto di Erdogan, ma può e deve accettare di accogliere chi fugge dalla guerra, dalle sofferenze, dalla morte. Il governo italiano intervenga immediatamente presso l’Unione europea. Nessuno può girarsi dall’altra parte! Nessuno rimanga in silenzio!”

LA NOTA DELL’AMNESTY – “Il vertice di Mosca rappresenta un’opportunità perché Russia e Turchia diano priorità alla salvezza della popolazione civile”. Così in una nota ufficiale Lynn Maalouf direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International. “Il destino di quasi un milione di persone costrette a lasciare le loro abitazioni è in bilico”, prosegue. “Dopo nove anni di guerra caratterizzati dal totale disprezzo per la vita dei civili, i nuovi attacchi nella zona di Idlib, anche contro scuole e ospedali, stanno causando ulteriori indicibili sofferenze a persone che, nella maggior parte dei casi, erano già state costrette a fuggire più volte da altre zone della Siria in questa storia di orrore umanitario. Chiediamo anzitutto a Russia e Turchia di esercitare pressioni sul governo siriano affinché ponga fine agli attacchi contro i civili, in modo da evitare altri morti, feriti e sfollati. Tutte le parti in conflitto devono consentire percorsi sicuri ai civili che vogliono lasciare le zone di combattimento e facilitare l’accesso agli aiuti umanitari per coloro che non sono in grado di partire”, ha aggiunto la direttrice Lynn Maalouf.

Amnesty chiede a tutte le parti in conflitto “di porre fine agli attacchi illegali e permettere l’ingresso delle organizzazioni umanitarie per portare aiuti a tutti coloro che ne hanno bisogno. La comunità internazionale deve chiedere immediatamente a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario per evitare l’ulteriore aggravamento della catastrofe umanitaria”.