Arriva la fumata bianca nell’Assemblea capitolina che questo pomeriggio ha deliberato a favore della revoca della pubblica utilità del progetto stadio di Tor di Valle. In seconda votazione i consiglieri hanno dato il via libera e ora la Roma di Friedkin potrà progettare il suo impianto senza vincoli. Così viene definitivamente posta la pietra tombale sull’impianto disegnato da Dan Meis e tutto quello che sarebbe dovuto nascere intorno. Si apre ora una fase nuova, che permetterà alla proprietà americana di Dan e Ryan Friedkin di individuare un’altra area dove realizzare lo stadio della Roma.  Con 17 voti l’assemblea di Roma Capitale ha approvato la delibera di revoca sul pubblico interesse al progetto del nuovo stadio. È la fine di una parte della telenovela e la notizia che i Friedkin aspettavano per poter scegliere una nuova sede. Tra le favorite c’è Pietralata. La società Eurnova minaccia però una causa di risarcimento milionaria. La sindaca Raggi, però, è convinta che il Comune e i suoi consiglieri non corrano rischi, tanto che nei giorni scorsi ha preannunciato a sua volta una causa contro Eurnova per avere cercato di influenzare il voto proprio con il timore di un risarcimento.

IL VOTO DECISIVO IN AULA – Fondamentali gli emendamenti del PD, presentati da Giulio Pelonzi, e anche Sinistra per Roma si è detta favorevole che sono venuti in soccorso della maggioranza, o quello che ne rimane. Fratelli d’Italia ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto ma garantito il numero legale. Presente in aula al momento del voto anche la sindaca Virginia Raggi. Ora la palla passa ai Friedkin. La società accoglie con soddisfazione la notizia, anche se ora l’iter ripartirà da zero. Stavolta però sarà la proprietà americana a condurre i giochi, e la speranza dei giallorossi è che riescano in quello che la gestione Pallotta ha fallito: realizzare uno stadio “verde, sostenibile ed integrato con il territorio”.

VIRGINIA RAGGI DOPO IL VOTO – “Oggi voltiamo pagina. Come sapete, l’AS Roma non voleva più il progetto Tor di Valle. Per questo in Assemblea capitolina oggi abbiamo votato la revoca della precedente delibera di interesse pubblico, chiudendo definitivamente quel capitolo. Voglio ringraziare i consiglieri di maggioranza e opposizione che con grande senso di responsabilità hanno votato oggi”. Così su Facebook la sindaca. “Ora guardiamo al futuro. Lo stadio della Roma voglio che sia realizzato. Lo chiede la città, lo chiedono i tifosi giallorossi e anche la società. Ci vedremo al più presto con i Friedkin: è il momento di far diventare il sogno di tanti realtà. Questo progetto porterà investimenti per la città ma soprattutto lavoro che in questo momento di ripartenza, dopo la crisi dovuta al Covid, è la priorità per tantissime persone”.

LA NUOVA CASA DEI GIALLOROSSI – A rendere così appetitosa la possibile scelta di Pietralata c’è il tema infrastrutture. I collegamenti ci sono grazie alla Metro B, la stazione Tiburtina, la tangenziale, via Tiburtina. In più c’è anche l’allaccio con l’autostrada Roma-L’Aquila. Inoltre non lontano dal futuro impianto, dovrebbe sorgere il moderno centro direzionale voluto dalle Ferrovie dello Stato che comprenderà il futuro quartier generale di FS all’interno di due avveneristiche torri verticali. Il grande ostacolo a questo punto sono i tempi della burocrazia che, la storia recente insegna, non sono sempre civili. Non resta dunque che attendere per la famiglia Friedkin, e capire se lo stadio della Roma potrà prendere questa strada a cominciare dal prossimo voto dell’assemblea per l’addio definitivo al progetto di Tor di Valle.

L’OPZIONE MIGLIORE: TOR VERGATA – L’area di Tor Vergata scelta a suo tempo si troverebbe non troppo lontana dalla vela di Calatrava, la cosiddetta Città dello sport rimasta incompiuta. Quello che manca alla zona sono le infrastrutture su rotaia. Se infatti l’area di Tor Vergata è ben collegata con l’autostrada Roma-Napoli è anche vero che al momento non esiste un collegamento su ferro in grado di trasportare grandi masse di tifosi su mezzi non inquinanti. Una direzione opposta a quella di uno stadio integrato con il territorio ed ecosostenible. Non tutto è perduto, si potrebbe pensare infatti di potenziare una linea già esistente, quella della diramazione sud della linea Roma-Giardinetti e che in un futuro non troppo lontano diventerà (si spera) la Termini-Tor Vergata. E poi c’è il progetto della linea Anagnina-Torre Angela denominata Linea H. Si tratta di una metropolitana leggera con treni più piccoli di delle linee A, B e C, parzialmente in superficie e in parte in sotterranea. Il costo stimato è di 220 milioni per circa 5 o 6 anni di lavori.

 

Riccardo Annibali