Angiolo Bandinelli, uno dei fondatori, con Marco Pannella, del partito radicale che a metà anni Cinquanta prese il posto del partito radicale sciolto da Mario Pannunzio, oggi compie 92 anni.

Caro Angiolo,
ho un po’ di pudore a dirti “mille di questi giorni”, data la situazione che ci tocca vivere. Però, grazie, questo sì, te lo voglio e te lo debbo dire. Nella vita ognuno di noi incontra persone a cui deve qualcosa. Io sono stato fortunato. Meno di te che hai conosciuto persone come Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi e Altiero Spinelli. Ma come te ho conosciuto, frequentato, potuto voler bene a persone come Marco Pannella,  Leonardo Sciascia, la sua straordinaria famiglia. Tu fai parte delle persone a cui devo tanto: in termini di consigli, letture, conversazioni, e anche – ci sono state, per fortuna, anche quelle – incazzature. La responsabilità – la colpa, stavo per dire – se sono radicale, è anche tua.

Molti anni fa, era il 1972 se non ricordo male, Marco, tu e altri, lanciaste una campagna-appello: o mille iscritti da fare entro il congresso a novembre a Torino, o si chiude baracca e burattini. Lo lessi su “Panorama”, quello diretto da Lamberto Sechi: un colonnino, con la tua foto, allora portavi la barba. Eri segretario del partito. Scrissi una lettera, dove con l’arroganza dei diciott’anni vi dicevo che no, non vi potevate sciogliere; no, avevate fatto tanto; no, ancora tanto dovevate fare. Insomma, io spiegavo a voi radicali che dovevate continuare a fare i radicali.

Dopo qualche giorno mi rispose Pannella: cinque pagine di lettera, scritte di notte, fluviali, ogni periodo mi dava dello stronzo come solo lui sapeva e poteva fare: chi mai ero io per permettermi di dirvi quello che era giusto ed era sbagliato, toni e modi di ruvido amore che tu ben conoscevi e io ho cominciato a conoscere allora; e alla fine, la domanda cruciale: ma che aspetti ad iscriverti? E’ questo che devi fare, se vuoi aiutarci e aiutarti…Mi iscrissi: la tessera era quella con la Marianna francese, la donna con il berretto frigio, l’aveva pensata e disegnata, mi dicesti, Pannunzio in persona.

Da allora è cominciata la mia avventura radicale; nel corso del tempo, mi avete regalato straordinari momenti: la vittoria del NO al referendum sul divorzio, ero lì, in quella piazza Navona stracolma che poi si riversa a Porta Pia; ero a raccogliere le firme per i mille referendum promossi e qualcuno perfino vinto; ero lì in tante altre belle occasioni e iniziative che hanno reso più bello e più buono, più giusto questo paese. Merito di persone, come te. E ora basta, che sembra un “coccodrillo”, e invece noi siamo vivi, ne abbiamo viste e fatte tante, ancora tante ne vogliamo fare e vedere. Però, come ti ho detto, anche tu, come Marco, hai la tua buona quota di responsabilità. Per questo, grazie, Angiolo; un abbraccio…e auguri.