Ci sono volute indagini lunghe un anno, ma questa mattina si è arrivata ad una prima svolta nel presunto stupro di una ragazza di 16 anni avvenuto nella notte di Capodanno del 2020 a Roma, durante un ‘party clandestino’.

I Carabinieri della Compagnia di Roma Cassia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, nei confronti di tre ragazzi di età compresa tra i 19 e i 21 anni (due agli arresti domiciliari e uno sottoposto ad obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con obbligo di dimora in Roma), gravemente indiziati, a vario titolo, di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo aggravata.

Vittima del branco una minorenne che, come accertato dalle indagini, era “in condizione di inferiorità psico-fisica in quanto in forte stato di alterazione psicofisica” al momento del presunto stupro.

Inchiesta avviata e coordinata dalla Procura di Roma dopo la denuncia formalizzata già il 2 gennaio del 2021 dalla vittima, non ancora 17enne, presso la Stazione dei Carabinieri di Roma La Storta.

La 16enne aveva raccontato ai militari di aver subito violenza nella notte di Capodanno da parte di alcuni ragazzi durante una festa organizzata in una villetta a schiera, situata a Roma in zona Primavalle. La minorenne era stata accompagnata presso l’Ospedale San Pietro di Roma dove le erano state diagnosticate lesioni guaribili in 30 giorni, mentre dalle analisi del sangue erano state accertate tracce di sostanze che lasciano supporre che la giovane, al momento della violenza, si trovava in condizione di inferiorità psico-fisica.

L’indagine dei Carabinieri, spiegano dalla Procura capitolina, si sono concluse ad aprile 2021: condotte avvalendosi di intercettazioni telefoniche ed ambientali, unite ad una attività di osservazione a distanza, le indagini “hanno consentito di identificare compiutamente le persone gravemente indiziate della violenza”, riferiscono dalla Procura, anche se sono ancora in corso ulteriori accertamenti per possibili nuovi sviluppi investigativi sul caso.

Prima di allora i tre aggressori e la vittima, scrive il Corriere della Sera, non si erano mai visti prima: si sono infatti conosciuti nel corso del party di capodanno organizzato dal padrone di casa, che non è fra i destinatari delle misure, al quale hanno preso parte alcune comitive di ragazzi.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia