Con l’aumento dei casi di Covid-19 e l’introduzione del Super Green Pass, il certificato verde disponibile solo per chi è vaccinato o è guarito dal Coronavirus, il Viminale ha dato via libera a un piano per rafforzare i controlli nelle varie città, in particolar modo nelle zone della movida e dello shopping.

La circolare firmata il 2 novembre scorso dal capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi scioglie qualche dubbio sulla nuova strategia da adottare per i controlli sul Green pass (e quello ‘super’), pronta a partire in tutta Italia dal 6 dicembre, quando scatteranno le misure previste dal decreto.

”Risulta evidente come l’esigenza di potenziare le attività di verifica, di cui occorre tenere presente l’ampio spettro, riguardante sia i diversi ambiti di applicazione del green pass sia l’insieme delle altre misure di contenimento epidemiologico, si ponga soprattutto in concomitanza dei fine settimana, contrassegnati da un movimento di persone segnatamente più elevato. L’intensificazione dei servizi andrà dunque particolarmente curata nelle aree urbane con maggiore concentrazione di esercizi commerciali e in quelle caratterizzate dal fenomeno della movida”. E’ quanto scrive il capo di gabinetto del Viminale nella circolare relativa al decreto legge del 26 novembre scorso con le nuove misure di contenimento del Covid-19, inviata ai prefetti. ”Secondo la stessa logica implementativa – si legge nella circolare – andranno programmati i servizi di controllo collegati alle festività natalizie e di fine anno”.

Le direttive del Viminale prevedono controlli della polizia municipale nei ristoranti e negli esercizi pubblici, coordinati soprattutto con le Fiamme gialle.

Viminale e ministero dei Trasporti hanno sciolto il nodo dei controlli sui mezzi pubblici: il personale delle aziende di trasporto locale è incaricato di pubblico servizio e dunque ha titolo per chiedere il Green Pass base ai passeggeri di autobus e metropolitana. Il loro lavoro sarà coadiuvato dalle forze dell’ordine, secondo un piano strutturato città per città dai comitati ordine pubblico e sicurezza.

Ad alleggerire il lavoro delle forze dell’ordine in questo senso sarà anche il ministero dei Trasporti, con l’introduzione dei biglietti elettronici (ancora allo studio, però), che dovrebbero contenere le informazioni relative al passaporto verde: in questo modo chi è sprovvisto della certificazione verrà rilevato già al momento dell’acquisto del ticket.

Misure specifiche nelle principali città

A Roma i controlli dei vigili scatteranno ai capolinea, alle fermate e con blitz sui mezzi di trasporto pubblico: a bordo i controllori utilizzeranno l’apposita app presente negli smartphone in dotazione. I controlli saranno eseguiti anche da squadre composte da due persone “in forma itinerante”: si tratta agenti che saranno messi a disposizione da ogni gruppo oltre a personale aggiuntivo, facendo anche ricorso a straordinari. Nella Capitale la strategia per tutte le forze dell’ordine sarà messa a punto definitivamente con il tavolo tecnico previsto nelle prossime ore in prefettura.

A Milano i controlli a campione saranno eseguiti anche con il supporto delle aziende. “Ci sarà un’attività mista di personale di Atm, forza pubblica e vigili – spiega il sindaco, Giuseppe Sala. Un supporto potrebbe arrivare in alcune città dove è già previsto l’utilizzo dei militari per altre attività. Ma l’esercito non sarà coinvolto per i controlli. “In quel caso gli uomini già in campo con il progetto ‘Strade Sicure’ andrebbero ad occuparsi di quei servizi che ‘immobilizzano’ le forze di polizia per poter così recuperare più agenti e carabinieri da dedicare ai controlli”, spiegano alcuni prefetti.

Le perplessità delle Regioni

In generale il monitoraggio del Green pass avverrà tramite l’aggiornamento della app ‘Verifica c19′, che accerterà la dotazione del certificato. Ma le Regioni segnalano alcune criticità. “Molti studenti che non hanno il certificato verde rischiano di avere difficoltà nel raggiungere gli istituti. E’ inoltre necessario chiarire, nel caso in cui vengano coinvolte le aziende del Tpl, quali siano le figure che avranno la facoltà concreta di elevare le sanzioni”, chiedono i governatori.

Sul certificato verde intanto continuano ad arrivare chiarimenti e posizioni. La Consulta ha respinto il ricorso presentato da oltre 27mila cittadini italiani tra prof, studenti e docenti universitari, che riguardo al passaporto verde segnalavano “un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato”.

Il Ministero dell’Università ha inoltre ribadito che non c’è obbligo vaccinale né per studenti o professori, ma solo del Green pass. E il presidente degli industriali, Carlo Bonomi, rilancia nel corso di un incontro a Milano sulla storia economica italiana: “Confindustria ha sempre detto che era per l’obbligo vaccinale, poi abbiamo preso atto che c’è una difficoltà della politica dei partiti a trovare una sintesi su questo provvedimento”.

Per Bonimi, l’unico strumento “che abbiamo a disposizione è il green pass: l’abbiamo sostenuto e sull’evoluzione, cioè il super green pass, noi riteniamo che, se si andrà in quella direzione, deve essere per tutti, anche per i luoghi di lavoro”.

 

Redazione