Condanne per tutti i cinque carabinieri di Piacenza a processo per con rito abbreviato, che garantisce la riduzione di un terzo della pena, per le torture, le violenze e i traffici di droga, le estorsioni e le rapine avvenute nella caserma Levante. 

Un caso ‘storico’, con la caserma che lo scorso anno venne sequestrata in pieno lockdown dopo che emersero le storie di tortura e spaccio al suo interno.

Sostanzialmente accolte dunque le richieste avanzate dai sostituti procuratori Matteo Centini e Antonio Colonna, che hanno svolto le indagini coordinati dal procuratore Grazia Pradella. 

Il gup Fiammetta Modica ha condannato a 12 anni di reclusione Giuseppe Montella, l’appuntato dei carabinieri considerato il leader del gruppo, con la procura che aveva chiesto 16 anni e 10 mesi. Condanne sono arrivate anche per gli altri componenti: 8 anni all’appuntato Salvatore Cappellano, sei all’appuntato Giacomo Falanga, tre anni e quattro mesi al carabiniere Daniele Spagnolo e quattro all’ex comandante di stazione Marco Orlando.

Montella, sottolinea l’AdnKronos, ha ammesso le sue responsabilità ammettendo di aver preso parte a gran parte dei circa 60 episodi contenuti nel capo di imputazione (per fatti avvenuti dall’ottobre 2018 al giugno 2020), ma ha sempre sostenuto di non aver agito da solo.

Un sesto carabiniere ha invece scelto il processo con rito immediato, mentre altri indagati, tra spacciatori e complici dei carabinieri, hanno patteggiato. Le indagini sui fatti della caserma Levante sono ancora aperte per appurare eventuali omissioni da parte della catena di comando dei Carabinieri.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia