Doveva essere il bagno di folla per cancellare la tante polemiche delle ultime settimane, dalla gestione della pandemia di Coronavirus alle accuse di razzismo alle forze dell’ordine dopo il caso George Floyd, fino alla doppia sentenza contraria della Corte suprema contro la sua amministrazione.

Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il primo comizio pubblico a Tulsa, in Oklahoma, si è rivelato invece un mezzo flop, con un pubblico dimezzato per la paura del contagio. L’arena, che conta 19mila posti, aveva infatti la parte superiore delle tribune deserta. Il tycoon ha dovuto infatti rinunciare e cancellare il discorso di saluto previsto all’esterno dell’arena, data la poca presenza di pubblico.

Dentro invece ha aizzato i suoi elettori definendoli dei “guerrieri” per aver sfidato la pandemia, ricordando come “la maggioranza silenziosa è più forte che mai”. Nonostante le 120mila morti e gli oltre 2,2 milioni di contagi il presidente ha rivendicato di aver “salvato centina di vite umane”, con le misure prese per evitare il contagio, per poi utilizzare l’ironia e dire al pubblico che “molti lo chiamano virus, molti la chiamano influenza, ha 19 nomi diversi. Io lo chiamo Kung-flu”.

Polemiche poi per una frase del tycoon: Trump ha infatti chiesto di “”rallentare i test” perché il loro aumento porta un incremento dei casi”. Parole sconcertanti, tanto da costringere la Casa Bianca ad intervenire e precisare: “E’ ovvio che l’abbia detto scherzando. Siamo molto orgogliosi dei 25 milioni di test fatti”.

Parole di fuoco invece quelle destinate a Joe Biden, il suo rivale Democratico alla corsa per la Casa Bianca, definito “un pupazzo della sinistra radicale”. Riferendosi alle proteste antirazziali scatenate dalla morte per mano della polizia di George Floyd, Trump ha parlato anche dell’Italia e dei raid contro le statue: “Stanno prendendo di mira le statue di Cristoforo Colombo. Io, invece, vi dico che amo l’Italia e dico grazie al popolo italiano”.