Il 5 novembre 2018 si recò nella caserma dei carabinieri per consegnare la sua pistola. «Decisi di disfarmene dopo aver letto il disegno di legge sulla legittima difesa», racconta Enzo Mattina, sindacalista e socialista storico, già sindaco di Buonabitacolo, sua città di origine, ed ex parlamentare europeo e italiano. Il suo fu un gesto dall’alto significato dimostrativo contro una deriva da Far West. Il periodo era quello in cui il Senato aveva da poco approvato il testo della nuova legge sulla legittima difesa e di quel provvedimento la Lega di Matteo Salvini faceva una bandiera. «Quello che c’è in quel provvedimento per me è inammissibile, perché c’è la legittima difesa e c’è la libertà di un’offesa preventiva. E trovo l’offesa preventiva pericolosissima perché può portare ad ammazzare chiunque».

Inevitabile il collegamento con la tragedia accaduta a Ercolano qualche notte fa, quindi con l’omicidio di due studenti brutalmente scambiati per ladri e uccisi a colpi di pistola mentre erano semplicemente in auto cercando la strada giusta per raggiungere casa di alcuni amici. «È una dinamica assurda: vedo nel mio giardino o sotto casa una persona, sospetto che possa trattarsi di un ladro, prendo la mira e sparo, sparando anche mentre la persona fugge», commenta l’ex esponente socialista. La storia di Ercolano apre molte riflessioni. Si dice che sia figlia anche di un clima di insicurezza diffuso, di aggressività fuori controllo, di paure a cui si reagisce con la violenza. Se è vero che il linguaggio fa la sua parte, forse un gesto dimostrativo come quello che tre anni fa fece Mattina potrebbe smuovere le coscienze. Servirebbe? «Penso di sì – afferma Mattina -. La mia è stata la piccola azione di un signore che oggi ha 81 anni e che all’epoca ha avuto dei ruoli nel sindacato dei metalmeccanici e nella politica e ha dovuto subire le minacce delle Brigate Rosse. Erano gli anni ’70, il mio nome era richiamato nelle risoluzioni delle Br e fui costretto a prendere il porto d’armi. Comprai una pistola su sollecitazione della Digos – racconta – Mi dissero che avrei dovuto usarla per sparare in aria, mi fecero l’esempio di un avvocato di Milano che aveva messo in fuga attentatori delle Br proprio sparando in aria».

L’onorevole Mattina ricorda la sua esperienza per dire che detenere un’arma in casa non legittima sempre a usarla. «Innanzitutto bisogna detenere l’arma regolarmente – precisa – ma poi è necessario tener conto che l’arma è un elemento dissuasivo, per usarla per sparare addosso a una persona bisogna essere nella condizione peggiore. Non si può assolutamente pensare di poter fare un’aggressione preventiva, finiremmo per ammazzarci tutti per strada». Intanto in strada il clima è di insicurezza e paura diffuse. «Il problema è che ogni giorno si veicolano messaggi che creano paura nella gente e sui social circola di tutto, si esalta un individualismo che spinge verso un abbassamento del senso civico in generale». I messaggi sono importanti, soprattutto quelli della politica. «Ma la politica deve cambiare linguaggio», afferma Mattina evidenziando i rischi di toni che cavalcano, ampliandoli, i timori dei cittadini.

«Quello che è accaduto a Ercolano è un bruttissimo segno – aggiunge – Non bastano i fenomeni malavitosi, ora anche i comportamenti della gente comune finiscono per essere tanto aggressivi da prevedere e considerare in fondo come normale difendersi preventivamente. Di questo passo, tra non molto, finiremo come gli Stati Uniti e a me preoccupa moltissimo. Non credo a questo modello di equilibrio della società, i problemi non si risolvono né con la guerra come fenomeno politico generale né con gli scontri tra uomini a livello sociale». Mattina invita tutti a deporre le armi: «Un atto dimostrativo, come quello piccolo che ho fatto io, potrebbe avere un senso. Sarebbe un segnale contro una depressione civile ormai inaccettabile».

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).