Il ministro Guido Crosetto ribadisce il sostegno dell’Italia e del governo di Giorgia Meloni all’Ucraina, ma tra le righe del suo intervento in Aula sulla proroga degli aiuti militari a Kiev emergono alcune sfumature. Il leitmotiv all’inizio è chiaro: “Il nostro sostegno all’Ucraina resta forte e totalmente inalterato” dice il ministro della Difesa e “la strada da percorrere al fianco dell’Ucraina è ancora lunga, ma sarebbe un errore strategico e politico drammatico fare un passo indietro ora. Il nostro sostegno deve continuare finché non cesseranno gli attacchi dei russi” ha aggiunto Crosetto.

Il discorso di Crosetto, le crepe in Ucraina

Ma nel suo discorso, il ministro punta sulla diplomazia: secondo lui si stanno aprendo spazi per un possibile accordo. “Parrebbe giunto il momento per un’incisiva azione diplomatica che affianchi gli aiuti che stiamo portando avanti perché si rilevano una serie di segnali importanti che giungono da entrambe le parti in causa” ha detto Crosetto, che spiega cosa sta accadendo nel dietro le quinte tra Russia e Ucraina.

“Le dichiarazioni di diversi interlocutori russi evidenziano una lenta e progressiva maturazione di una disponibilità al dialogo per porre fine alla guerra. In Ucraina il fronte interno appare meno compatto che nel passato nel sostenere la politica del presidente Zelensky“. Se dalla parte russa, quindi, Crosetto intravede delle aperture verso il dialogo, dalla parte ucraina il ministro del governo Meloni evidenzia che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky abbia meno presa sul Paese. Le crepe a Kiev, per Crosetto, sembrano essere una buona notizia.

Successivamente, il ministro è tornato a sottolineare l’ovvio: “Per ogni trattativa di pace non possiamo che partire da un presupposto: nella guerra tra Russia e Ucraina esiste un aggredito e un aggressore, esiste una nazione che ogni giorno bombarda obiettivi militari e civili di un’altra nazione. Ogni giorno questa guerra ci ricorda che abbiamo il dovere di difendere la libertà delle nazioni e il diritto internazionale. Ogni possibile trattativa di pace non può che partire da qui”.

Gli aiuti militari italiani all’Ucraina

In merito alla quantità e qualità degli aiuti militari che dall’Italia sono diretti all’Ucraina, Crosetto ha spiegato come siano sempre secretati e passati dal Copasir. “Dopo sette pacchetti già formalizzati, abbiamo da poco dato il via libera all’invio a Kiev di un’ottava tranche di equipaggiamenti, materiali e sistemi. Anche questo pacchetto di equipaggiamenti e sistemi d’arma sono volti solo e soltanto a rafforzare le capacità difensive dell’Ucraina”. Fornire armi all’Ucraina, sì, ma sempre solo per difendersi.

Le difficoltà di Kiev

“Le difficoltà ucraine sono da imputare alla presenza di vasti campi minati. L’intelligence ucraina stima in oltre 8 milioni le mine impiegate dai russi a protezione delle loro posizioni” ha detto Crosetto. “Purtroppo la controffensiva estiva dell’Ucraina non ha dato i risultati sperati e l’esercito di Kiev sta affrontando un nuovo inverno di guerra, dovendo a sua volta fare fronte alla prevedibile violenta reazione russa, per lo più basata sul lancio di missili e droni dall’est del Paese”. Il ministro ha poi aggiunto come sia “prevedibile che la reazione russa sia particolarmente dura e faccia ricorso ad attacchi massicci, con missili e droni contro le infrastrutture civili e militari più critiche”.

Mosca “sebbene abbia mancato gli obiettivi che si era posta, non sembra dare segni di cedimento” ammette Crosetto, che spiega il motivo: per il Cremlino “tempo e morti non hanno importanza”. “Anche in questo campo si nota la differenza tra un’autocrazia – la Russia – e una democrazia – l’Ucraina”. Per il ministro della Difesa, la Federazione Russa è “intenzionata a puntare su un conflitto di logoramento”, scommettendo sulla “stanchezza” degli alleati di Kiev, soprattutto in vista delle elezioni del 2024 in cui la dialettica e il dibattito riguardo gli aiuti all’Ucraina aumenterà.

L’Italia in Medio Oriente e nel Mar Rosso

“Perché l’Italia non ha aderito formalmente al dispositivo della Prosperity Guardian, l’alleanza militare avviata dagli Stati Uniti per proteggere le navi nel Mar Rosso? Perché c’è la Costituzione e le leggi secondo cui una nuova missione internazionale ha bisogno dell’approvazione del Parlamento, di un finanziamento a parte. La Difesa italiana non è come quella inglese o americana. Se decideremo di farlo sarà una decisione che passerà per il Cdm, viene votata dalle Camere, non è una scelta personale”. Il ministro della Difesa Crosetto parla così, a margine della seduta di Montecitorio, dell’impegno italiano in Medio Oriente e nel Mar Rosso. “Vedremo quale sarà l’evoluzione nel Mar Rosso, io sono stato il primo a lanciare l’allarme sul Mar Rosso, è un problema enorme ed è una conseguenza di altri focolai. Non vorrei aprire un terzo fronte di guerra in questo momento. Vorrei raggiungere la sicurezza del passaggio nel Mar Rosso senza l’apertura di un ulteriore fronte” ha concluso.

Crosetto sui saluti romani di Acca Larentia

Infine, anche una battuta sull’episodio di Acca Larentia e sul raduno di neofascisti, con saluti romani annessi. “Non leggo i giornali” il primo commento di Guido Crosetto, che poi a chi gli domandava dei saluti romani ha chiarito: “Ho sempre preso le distanze. Ho sempre preso le distanze da ogni manifestazione che ricordi i regimi passati”..