Dopo i quadri ora anche le poesie. Ormai l’arte è parte integrante del Pascale. Dopo gli artisti che hanno fatto e continuano a fare a gara a chi dona un dipinto per colorare le pareti del polo oncologico, un poeta campano, Enzo Tafuri, scrive una poesia sul Pascale e sul prof Paolo Ascierto. Il poeta, 79enne, originario di Vietri sul Mare è ora a Chianciano Terme, in un tour letterario dove ha presentato la poesia “L’Aquila del Vesuvio”.

Nelle rime, ispirate alla pandemia, trovano spazio il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, definito Governatore rigido, cavaliere d’onore e padre devoto e ovviamente l’Istituto dei tumori di Napoli, definita aquila che spicca un volo alato. Per Tafuri il Pascale ha donato gocce di speranza, a cui il poeta non poteva rimanere insensibile. “Il Pascale – scrive – Tafuri, erge barriera nell’orgoglio antico, Paolo Ascierto, nel pudore di scena, dona speranza di respiro. Gocce di rugiada, sorgente nuova, balsamo di vita”.

 

L’Aquila del vesuvio

L’aquila nel soffio dell’aria plana maestosa.
Stormo di natura, aquilotti nel brivido del volo.
Vele di piume nel paesaggio vergine.
Vallate sinuoso, prati nei colori di sole.
La città, tappeto d’argilla,
il golfo arcipelago di isole, damigelle di scena.
Pandemie virali nell’invisibile alito di vento.
Brezze infangate annottano lugubri scene.
Campania, terra di popoli, grappoli di memorie.
Stretta severa, quarantena di coprifuoco.
Il Governatore rigido, cavaliere d’Onore,
padre devoto nel Tempio del Pensiero.
Il Sud pietoso è voce di scienza e saggezza.
Napoli città di cronaca, nel silenzio operosa.
Il Pascale erge barriera nell’orgoglio antico.
Paolo Ascierto nel pudore di scena,
dona speranza di respiro,
la voce tollerante nell’alito di tenerezze.
Come aquila del vesuvio, spicca un volo alato.
Gocce di rugiada, sorgente nuova, balsamo di vita.